Atri, dopo mezzo secolo rischia di chiudere la storica edicola di via Umberto I se non ci saranno acquirenti

Atri, dopo mezzo secolo rischia di chiudere la storica edicola di via Umberto I se non ci saranno acquirenti

La storica edicola di via Umberto  I di Atri dopo oltre mezzo secolo di attività rischia di chiudere, nonostante i molteplici contatti con potenziali interessati all’acquisto del punto vendita rimasti solo sulla carta. Si tratta di un vero e proprio riferimento per la città Ducale, sia per la strategica posizione centrale, di fronte al plesso scolastico delle primarie, degli uffici Inps e del parcheggio circostante. L’edicola è una delle due ancora attive in città, dopo la chiusura del box di viale Risorgimento e del punto vendita interno all’Ospedale San Liberatore.  Si tratta di una florida attività commerciale -spiega il titolare Davide Pavone- ideale per una giovane coppia o una famiglia. Purtroppo- continua Pavone-per esigenze di natura familiare sono stato costretto a mettere in vendita l’edicola, nonostante un buon fatturato derivante dai servizi connessi, come le ricariche, la vendita dei gratta e vinci, i biglietti per i pullman della Tua,  ed altri oggetti molto appetibili ai bambini e alle scolaresche.  Anche sul prezzo il titolare ha dato piena disponibilità alla trattativa pur di far restare aperta l’edicola. La crisi dei giornali? Non l’ho sentita più di tanto, continua Pavone, avendo uno zoccolo duro di clienti da anni che acquistano anche settimanali, riviste specializzate e giornali internazionali.  Un tassello prezioso per la collettività che rischia di sparire e che mette a dura prova anche il sistema dell’informazione e della distribuzione della stampa ad Atri, atteso che qualora chiudesse, come anticipato dal titolare i primi di settembre, significherebbe un attività commerciale in meno per l’indotto economico.

Marino Spada

Direttore Responsabile e Fondatore del Giornale " la Voce del Cerrano"

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