San Liberatore, il Comitato Difesa Ospedale: timori per la chiusura di altri reparti

In una nota diffusa dal Comitato Difesa Ospedale, a firma dell’ex sindaco Mario Marchese, si legge: abbiamo  atteso, prima come cittadini di questa “sfortunata città”, che si prendessero le dovuto posizioni ed azioni concrete verso, sia la gestione dell’ASL di Teramo (Direttore Generale  dr Di Giosia, che del Direttore Sanitario, Prof. Brucchi), ma soprattutto verso le scelte politiche fatte, proposte, con la BOZZA della “NUOVA RETE OSPEDALIERA REGIONALE”, che va in giro, direi licenziata dalla Regione Abruzzo, e non si sa, se per verificare  eventualmente “l’effetto che fa”, stante che a livello Regionale, dico, non a caso questo: “REGIONALE”, nessuno ne parla, quasi, quasi, che a tutti va bene questa ennesima “carognata” verso il S. Liberatore di Atri, che appare ad essere l’unico Presidio Ospedaliero a perdere UOSD (Unità Operative Semplici Dipartimentali), altro che acquisirne, con UOSemplici o Dipartimentali, come invece succedono per altri nosocomi.

Dopo quanto già dato con l’Ospedale tutto Covid 19, per gli anni 2020 e 2021, quando nessuno sapeva come e cosa fare nell’ambito dell’ASL teramana davanti a questa pandemia, ATRI ha risposto, con notevoli sacrifici, rischi, e rinunce sia degli operatori che della popolazione, dei 14 Comuni  di riferimento, quasi 140 mila ab. E, nonostante promesse, sfilate, interviste in TV locali e Nazionali, collegamenti in diretta con tali Nazionali, da parte di tutti, a partire dal Presidente Marsilio, l’Assessore Verì, i Consiglieri Regionali Di Matteo, Di Gianvittorio, e quant’altri si sono spesi in questi ruoli, ad affermare (mi ripeto ancora) che: “ NESSUNO DIMENTICHERA’ QUELLO CHE HA FATTO IL S. LIBERATORE, GLI OPERATORI SANITARI E NON, LA CITTA’ DI ATRI, IN QUESTA PANDEMIA”.

Bene, anzi male, visto quanto in quella proposta si evidenzia (BOZZA), e quanto si manifesta concretamente nelle scelte concrete, nelle segrete stanze, del potere del CENTRO DESTRA locale, Provinciale, Regionale, e che cioè il S. Liberatore, andrà anche a perdere ulteriori servizi, quali: PEDIATRIA e NEONATOLOGIA, nonché si parla anche di: CARDIOLOGIA e UROLOGIA.

Ho la sensazione che c’è una politica in atto di favorire le realtà private che nascono come funghi, emergono nel territorio, come funghi, a danno, ovviamente di quelle pubbliche come il S. Liberatore, che si è sempre distinto nel ruolo di baluardo della “SANITAPUBBLICA”, a differenza di altre ASL, Ospedali, città della Provincia di Teramo o di Pescara o di Chieti etc. Così come la Pandemia ha dimostrato invece essercene  necessità di Ospedali Pubblici efficienti nel territorio, come Atri ha sempre dimostrato, e di questo essercene estremamente bisogno in ogni dove, in ottemperanza ai principi Costituzionali ed ai principi della Riforma Sanitaria, (Legge 833, del 1978).

Detto questo, dopo tanto sentire, ascoltare, leggere da parte dei partiti, ecco che il nostro SINDACO Ferretti, “CONVOCA” il Consiglio Comunale, ma a “PORTE CHIUSE”, per il giorno 1-Giugno-2021 alle ore 18.30.

E’ una “VERGOGNA” che si chiude al pubblico una simile convocazione. Ma di cosa avete paura? Timore? Se i vostri Consigli vengono seguiti da 4 gatti (io sono uno di quelli)?

Nel mentre, si riapre di tutto, si parla senza mascherine, si gioca,  con spettatori che nessuno controlla, si mangia e si beve in ogni luogo?

In Atri, il Consiglio Comunale viene convocato solo in presenza? Ma di cosa, e di chi, avete paura? Timore? Quanto delle sorti di questo Ospedale sono in pochi a preoccuparsi? La storia di Atri, Egregio Signor Sindaco, è antica, VETUSTA, è la “CIVITAS VETUSTA”, e non è, e non sarà certamente il “Centro destra”, di questa gestione del potere, in ogni dove in Abruzzo, che possa ferirne questa storia, l’antica storia dei secoli passati.

Lasciate ascoltare, a noi del popolo cosa dite, e fatela in DIRETTA, lasciateci almeno capire guardandovi negli occhi, e nelle vostre bocche, cosa dite in diretta, quali emozioni esprimete parlando dell’Ospedale di Atri, memori noi, poveri illusi e mortali uomini, che la filiera politica del centro destra: Comune di Atri, Provincia, ASL di Teramo, Regione Abruzzo, avrebbe dato (avevano garantito) ad Atri, dopo i voti presi, da chi e coloro che promettevano mare e monti, compreso il ripristino del Punto Nascite e della Ostetricia e Ginecologia?

Qui, siamo ad ulteriori ridimensionamenti, ma a lor signori frega nulla, tanto il loro p…..osticino è sempre salvo, acquisito, in ogni dove. Già!!!

 

E poi, cosa fate PARTITI di Atri? Posti alla opposizione? A parte qualche Comunicato stampa di prammatica, che fate? Vi siete assopiti? Qui ci vuole un’azione energica, dico non a caso energica, una protesta, chiamando i Sindaci dell’ AREA VASTA, presso, ed in primis, verso il Direttore Generale dell’ASL di Teramo, Direttore Sanitario dell’ASL di Teramo, a Largo RAGUSA n°1 per la loro gestione a danno di Atri, e per non finire  nei confronti del Comune e della Regione Abruzzo, che hanno tradito, si tradito questa città (non è che personalmente ci ho mai creduto, ma molti si, ed i voti presi lo stanno a dimostrare, volere o volare, degli atriani, e dei Comuni dell’Area Vasta che li hanno votati, quindi….).

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