Atri, oggi il decimo anniversario dalla morte del giornalista Giovanni Verna. Alle 17.30 la messa a San Nicola

<<Saper gestire il potere senza farsi corrompere<<. Era il filo conduttore nella vita del giornalista Giovanni Verna, scomparso dieci anni fa a seguito di una brutta malattia. Parole ricordate dal collega Franco Farias, che con Umberto Braccili e Antimo Amore furono gli allievi dell’allora caporedattore del TGR abruzzese. Impegnato da sempre nel mondo della carta stampata, sin da giovanissimo, collaborando con il quotidiano Il Tempo, L’Osservatore Romano e più tardi direttore della testata della Diocesi Teramo-Atri, L’Araldo Abruzzese, fece il suo ingresso in Rai nel 1961 come praticante, diventando nel 1973 giornalista professionista.  Fu il primo mezzo busto ad andare in onda nelle case degli abruzzesi il 15 dicembre 1979, quando dagli studi di via De Amicis di Pescara, esordì il primo telegiornale regionale della Rai, la cui lettura fu affidata a Giovanni, senza alcun contributo di servizi in video e con una scenografia modesta e molto artigianale. A quel tempo l’informazione e la sua autorevolezza avevano un valore più importante delle immagini e delle varie forme di scene, anche virtuali, in voga nelle televisioni di oggi, e la pacatezza e puntualità con cui Giovanni raccontava i fatti metteva a proprio agio il telespettatore. La grande passione per la politica nelle fila della Democrazia Cristiana non venne mai meno, sia in provincia di Teramo sia in Atri, suo paese d’origine, in cui ricoprì, per un breve periodo, anche il ruolo di Sindaco. Egli era consapevole quanto fosse difficile coniugare l’indipendenza della professione che tanto amava con la politica e scelse di restare testimone e narratore dei fatti, con l’imparzialità e la correttezza che gli valse più tardi la promozione a capo redattore del servizio pubblico radiotelevisivo. La parola “verità”, alla quale ispirava la professione quotidianamente, era un punto fermo dal quale non prescindeva, anche in occasione della poderosa intervista concessa dall’allora Ministro Gaspari a Giovanni che divenne un libro, il cui titolo era per l’appunto <<Intervista Verità a Remo Gaspari editore Marino Solfanelli -1990- <<.  Oltre 100 pagine in cui il nove volte parlamentare abruzzese e ministro in diversi governi, si raccontava a 360 gradi, senza riserve e con estrema franchezza. Una ricca conversazione durata oltre tre mesi e registrata nei sette lunedì, da Settembre a Dicembre del 1989, nella sede del ministero della Funzione Pubblica a Roma, dove Verna arrivava puntuale alle 9.30. Pur lasciando la politica, egli servì’ ugualmente la sua città tanto da farne un luogo  di appuntamenti con la cultura  ai quali presero parte insigni ospiti  di spessore del panorama abruzzese e non solo, con i famosi “Mercoledì della Cultura”, grazie anche al  prezioso contributo del Prof. Tommaso Antonelli, fedele compagno d’avventura nell’intrepida iniziativa.  Con l’associazione culturale <<Luigi Illuminati<< di cui era presidente, fu artefice di numerose pubblicazioni riguardanti personaggi, tradizioni e fatti del territorio, lasciando una grande eredità di conoscenza ai posteri. Uomo di grande fede e praticante, molto devoto a Sant’Antonio di Padova, nel corso dei pellegrinaggi nei vari santuari, non fece a meno di mettere nero su bianco, sui tasti dell’inseparabile macchina da scrivere, il cui tintinnio si udiva nelle orecchie dei presenti, le emozioni che raccoglieva tra i religiosi e la bellezza del posto, la cui sacralità e pienezza di luce trasparivano dal suo racconto. Su invito di molti colleghi giornalisti e su richiesta di tanti cittadini, l’allora sindaco della città Ducale, Gabriele Astolfi fece intitolare una via di grande passaggio a Giovanni Verna, in memoria della intensa attività culturale e sociale svolta per Atri.  L’amore infinito per la sua comunità gli costò l’appellativo, tra alcuni colleghi  di “giornalista campanilista” per via della presenza, tra le notizie della testata pubblica, sia in radio sia in video, di fatti che narravano la città degli Acquaviva, vuoi per le vicende legate al Tribunale o per i periodici annunci di ridimensionamento del San Liberatore, di cui era grande difensore. Giovanni sarà ricordato nella santa messa odierna che avrà luogo alle ore 17.30 nella chiesa di San Nicola, nel quartiere di Capo d’Atri, dove si trova la sua abitazione al cui interno la consorte Gina e i figli Tina e Fra Santino custodiscono gli insegnamenti ricevuti dal caro familiare.

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