Franco Marini, uomo umile e onesto. Il ricordo dell’on. Pezzopane e di Paolo Basilico

Era andato via giovanissimo dalla sua terra amatissima, da San Pio delle Camere in provincia dell’Aquila per cercare lavoro e futuro nella Capitale. La sua intelligenza e la sua tenacia lo hanno portato a successi e traguardi incredibili. Sindacalista,  ha lottato per i diritti dei lavoratori e da parlamentare, ministro del lavoro e Presidente del Senato è sempre stato un promotore di modernità e di libertà. Non ha mai dimenticato la sua terra, a cui era legato da una forza antica. Vicino ai lavoratori e agli amministratori, orgoglioso alpino sempre in marcia per le strade d’Abruzzo. Lui guardava sempre oltre, giovane nei suoi 87 anni. Avevo gioito perché aveva superato anche il Covid ed ora piango invece la sua perdita. Addio, caro Franco, riposa in pace tra gli angeli. Qui noi tutti ti vogliamo un gran bene e serberemo un ricordo perenne dei tuoi insegnamenti. Una bruttissima notizia, la morte del Presidente Franco Marini mi addolora e colpisce tutti noi. Un grande italiano, un abruzzese di valore.” Con queste parole la parlamentare del Partito Democratico, Stefania Pezzopane, ha ricordato la figura di Franco Marini, un abruzzese a tutto tondo che si era speso per la ragioni della sua amata terra. In più occasioni era stato anche ad Atri, come ricorda l’ex sindaco della città Ducale, Paolo Basilico, al quale era legato non solo politicamente, all’interno della coalizione di centro sinistra, artefice de La Margherita, ma anche personalmente, condividendo la scelta della candidatura a sindaco della città, nel 1997 di Mario Marchese, allora militante nelle fila di Rifondazione Comunista. Come ricorda l’avvocato Pierluigi Mattucci, a suo tempo segretario del partito popolare prima e de la Margherita successivamente, fù grazie alla intercessione di Marini che riuscimmo a salvare l’allora Tribunale della città.  Un comizio, quello tenuto in Piazza Duomo, nel quale Marini aveva sugellato l’accordo tra gli ex democristiani e la sinistra radicale, che si rivelò vincente e diede alla comunità atriana una giunta che avrebbe svolto una sorta di incubatore di una più vasta alleanza regionale e nazionale. “Lungimirante, pratico, senza mezze parole- ricorda Basilico-uomo diretto e umile, anche quando assunse l’incarico istituzionale al vertice di Palazzo Madama”. Un aneddoto inedito che Mario Marchese ci ha voluto ricordare in occasione della dipartita del Presidente; quando finì il comizio, si rivolse verso di me e disse: “se vinci le elezioni ti prometto che farò venire ad Atri Fausto Bertinotti, allora segretario nazionale di Rifondazione.”

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