Atri, un calendario per Santa Rita realizzato con 13 scatti del maestro Giuseppe Tracanna

Lo scorso 12 Settembre la Chiesa di Santa Rita, meta da sempre di pellegrini da ogni luogo, anche lontano rispetto alla sua ubicazione in Atri, è stata elevata a Santuario da S.E. Mons. Lorenzo Leuzzi, Vescovo della Diocesi Teramo-Atri. Un traguardo dopo un lungo cammino di venerazione e fede iniziato nel 1900 con il famoso “Perdono di Santa Rita” grazie al quale , nel periodo che va dal 21 Maggio, vigilia della festa della Santa, e per i sette giorni successivi, i fedeli abruzzesi si recano nella Chiesa di Santo Spirito, dove si trova la Santa, per ottenere le sacre indulgenze per sé e per le anime del purgatorio. Un culto che ebbe inizio all’alba del ‘900, anno di canonizzazione di Rita Lotti da Cascia, diffuso nella città Ducale per merito di Antonio Gatti, priore per lungo tempo della Confraternita dello Spirito Santo. Da allora la devozione alla Santa degli impossibili ebbe una grandissima diffusione nel popolo tanto da spingere il Vescovo di Atri-Penne, Mons. Giuseppe Maria Morticelli  a chiedere al Pontefice un privilegio particolare: la concessione dell’Indulgenza plenaria. Da quel maggio del 1901 il luogo di culto è ritenuto il “Santuario ritiano più noto e frequentato in Abruzzo” come scrisse il canonico Luigi Illuminati il quale ricordava come “ non passa giorno che i fedeli non vi facciano visita , non si fermino a pregare , non vi lascino ceri e fiori”.  Ed è propria quest’ultima frase che ha ispirato il maestro fotografo Giuseppe Tracanna a premere il pulsante della sua macchina fotografica per immortalare, durante il primo lockdown della pandemia, a Marzo, un mazzo di rose deposte sulla porta chiusa del luogo di preghiera. Una donna ha chiesto l’invocazione della Santa di Cascia, come tante altre, in una fase così critica e dura per l’esistenza di ognuno e l’occhio attento del fotografo ha raccolto, grazie alla sua sensibilità artistica e umana, il gesto, donandole  una “dignità” storica . Si,  perché quello che sarà annunciato sabato 5 Dicembre alle 18.30 nel Santuario di Atri , dopo la celebrazione  della messa officiata dal Rettore Mons. Antonio Bartolacci, membro della Sacra Rota Romana, sarà il primo e unico calendario dedicato a  Santa Rita. Tredici immagini a colori, su carta di pregio, raccontano, attraverso l’occhio puntuale e raffinato del suo autore, la cappella della Santa e la Chiesa di Santo Spirito all’interno della quale si trova, con angoli suggestivi e dettagli che sfuggono all’occhio nudo del visitatore. Il prezzo di copertina dell’almanacco ritiano è di 10 euro e il ricavato, come fanno sapere gli organizzatori della pubblicazione, sarà devoluto per i lavori di cui necessita l’edificio, colpito in più occasioni dal terremoto del 2016 e la cui conclusione dei restauri è ancora in corso. Un atto di fede e amore, quello del fotografo che ha prestato la sua opera a titolo gratuito così come quello dei devoti alla Santa, tra cui Franca De Berardinis e Concetta Centorame, il cui pensiero per l’edizione del calendario ha trovato subito un grande consenso e partecipazione nella comunità. Portare a casa le immagini della Santa, scandite dai mesi che verranno nel 2021, segnerà non solo un gesto di fede e speranza, ma avrà lo scopo di festeggiare l’elevazione del luogo di culto a Santuario  come memoria intima per ogni fedele, le cui invocazioni verso la donna che si fece agostiniana e patì per il suo matrimonio chiedendo al Signore la morte dei figli, onde evitare che si vendicassero per l’assassinio del padre, saranno sempre nella dimora fisica e spirituale di ognuno di noi.

 

 

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