Disagi sull’autostrada A 14 nel tratto tra Val Vibrata e Atri/Pineto, interviene anche Confindustria Teramo

Anche l’associazione industriale di Teramo, con un comunicato stampa e una lettera aperta gli organi nazionali e provinciali, interviene sui gravi disagi relativi alla situazione creatasi sull’autostrada A 14 nel tratto che va dalla Val vibrata sino al casello di Pescara Nord.  Confindustria Teramo  denuncia  lo stato di forte disagio a carico delle imprese  che sopportano,  da tempo, una situazione di forte criticità a seguito del malfunzionamento del tratto autostradale A 14, dalla Val Vibrata ad Ortona: otto viadotti sequestrati, corsie ridotte, casello di Roseto parzialmente interdetto, tratto Atri-Pineto Pescara-Nord interdetto ai mezzi pesanti. Nella nota diffusa, Confindustria Teramo ricorda che l’intero territorio provinciale   è già duramente provato dalla crisi economica e dagli eventi sismici del Centro Italia;   che trattasi di un territorio dove è forte l’attività di trasporto su strada, essendo cerniera tra la linea adriatica e la direttrice est-ovest del centro Italia;    che  in questo momento l’intero territorio, per via del disservizio, rischia il blocco economico; che l’intero territorio provinciale soffre, ormai da diversi anni, uno svantaggio infrastrutturale importante che ha avuto ed ha forti ripercussioni sullo sviluppo dell’industria provinciale;  che  il territorio non ha ancora beneficiato dello sviluppo dell’alta velocità su rotaie ed è privo di una terza corsia autostradale che limita fortemente lo sviluppo di attività di business, giacché la provincia annovera piccole e piccolissime imprese, sia nel comparto industriale che turistico-alberghiero. Per queste ragioni, scrive Confindustria Teramo,  evidenzia l’estremo disagio a cui sono sottoposte tutte le attività economiche e produttive della provincia, chiaramente amplificato in questo periodo particolare dell’anno. Quanto sopra esposto, non può essere sottovalutato, né sottaciuto, anzi, Confindustria Teramo, nel pieno rispetto della legalità, ritiene che la scelta operata dal G.I.P. del Tribunale di Avellino nell’avvio del sequestro preventivo dei viadotti autostradali della A14 –   comprensibile nel merito – avrebbe tuttavia dovuto tenere in seria considerazione le conseguenze inevitabili del provvedimento stesso. Tale decisione, infatti, non solo ha inciso sui costi di trasporto delle merci (che già, di per sé,  produce un danno importante per l’economia locale),  ma incide soprattutto  sull’intero sistema dei trasporti con evidenti ripercussioni negative sulle merci che vengono collocate sui mercati nazionali ed internazionali. Confindustria Teramo segnala, altresì,  che  in questo territorio insistono quattro macro aree industriali, un’area di crisi complessa e un cratere sismico già fortemente penalizzato per i ritardi nella ricostruzione.

 

Inutile dire che il danno che la nostra provincia è costretta a sopportare è quantificabile in milioni di euro, per ritardi nelle consegne, maggior tempo per la percorrenza di tratti alternativi, maggiori costi del personale e, soprattutto, cancellazione o annullamento di appuntamenti e visite di buyers importanti che – in alcuni casi – sono scoraggiati dal dover affrontare tempi di viaggio imbarazzanti.

 

Siamo coscienti e comprendiamo benissimo che le azioni messe in campo sono frutto di una responsabile scelta finalizzata a limitare rischi di incolumità per gli utenti di questo tratto autostradale e non intendiamo sminuire o delegittimare tale scelta, ma è nostro dovere, per rispetto delle attività industriali ed economiche che rappresentiamo,  indirizzare la Vostra attenzione, insieme a quella degli altri organi competenti,  su altri rischi o meglio sui concreti danni che questa scelta sta comportando, e di cui non vi è alcun orizzonte temporale.

 

In particolare ed infine, vogliamo sottolineare i rischi legati alla stagione invernale a cui siamo alle porte, dove si rischia di arrivare ad una situazione apocalittica

 

Infatti, in caso di neve, con il casello autostradale di Roseto chiuso, con il tratto Atri-Pineto Pescara Nord interdetto ai mezzi pesanti, con le restrizioni nelle vicinanze del casello di Atri-Pineto e con quest’ultimo che rischierebbe di non poter ricevere l’intero traffico pesante, ci si troverebbe a dover dirottare il traffico pesante all’uscita di Mosciano Sant’Angelo.  Fra l’altro, la chiusura del casello di Roseto, impedirebbe l’attuazione  del piano di emergenza neve che prevede l’accumulo dei mezzi pesanti  nei pressi del medesimo casello.

 

Questa eventualità, indirizzerebbe l’intero traffico pesante sulla nazionale tra Giulianova e Città Sant’Angelo ed intaserebbe il casello di Mosciano Sant’Angelo bloccando anche la direttrice verso L’Aquila-Roma.

 

Ancora, questa situazione, non lontana dalla realtà, di traffico bloccato sia in Autostrada che sulla statale 16, unitamente al blocco di fatto del traffico in direzione Est Teramo-Roma, produrrebbe una sinistrosità indiretta e sicure ripercussioni sugli interventi sanitari.

 

A questo punto, si rischia di mettere in serio pericolo non tutelando la sicurezza e l’incolumità di una intera provincia, con un collasso dell’intero territorio, provocando veramente un’apocalisse.

 

Riteniamo che c’è bisogno di un intervento immediato, senza dilatare ulteriormente i tempi con l’utilizzo di un tavolo che,  come accade in caso di catastrofi naturali (es. terremoti), vede l’attivazione delle migliori risorse a disposizione dello Stato, fra cui l’Esercito e, in particolare, la prestigiosa struttura del Genio Pontieri.

 

Pertanto, fiduciosi e rispettosi delle istituzioni, chiediamo una imminente e non più rinviabile  concreta iniziativa volta a limitare questi pregiudizievoli effetti, come ad esempio il dissequestro autostradale, come peraltro già avvenuto per il tratto marchigiano.

 

Si chiede in particolare un immediato intervento per:

  1. la riapertura del uscita e dell’ingresso in direzione Nord del casello di Roseto;
  2. un sollecito intervento del Genio Pontieri per una immediata soluzione ai problemi di sicurezza dei bordo-ponti e del Ponte Cerrano;
  3. un immediato intervento per l’utilizzo dell’intera carreggiata del tratto autostradale interessato, unitamente ad una concomitante limitazione nella velocità di transito e al divieto di sorpasso, con conseguente riduzione di rischio incidenti e di possibile collisione con le barriere laterali.

 

Quanto sopra, non vuole essere solo il grido di dolore di un economia messa in serio rischio, ma  una richiesta esplicita di aiuto affinché questa arteria, l’unica ormai a garantire la vitalità del nostro territorio, rimanga il più e il meglio possibile aperta e percorribile senza i disagi che stiamo quotidianamente vivendo.

 

 

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