Silvi, sulla nuova giunta comunale dura polemica del Movimento 5 Stelle:
«La maggioranza è più compatta che mai», dichiara la neoassessora all’Urbanistica Pina Vallescura, subentrata al dimissionario Giampaolo Lella nella Giunta Scordella.
Ma non è questa l’affermazione più surreale pronunciata dalla nuova esponente della Giunta durante il Consiglio comunale. Secondo l’assessora, espressione – neanche a dirlo – della Lega, «succede in tutte le normali famiglie, l’amore non è bello se non è litigarello». Parole che, nel contesto delle gravi vicende che hanno investito l’amministrazione comunale, finiscono per derubricare quanto accaduto a una normale dinamica relazionale.
Ed è proprio questo il problema: non il singolo episodio, ma la cultura che emerge dal modo in cui viene raccontato, giustificato e normalizzato.
Non interrogarsi sull’incapacità di prevenire e arginare dinamiche profondamente lesive del rispetto delle donne e degli equilibri di genere, ma celebrare invece una ritrovata compattezza politica, restituisce una fotografia avvilente dell’amministrazione di Silvi.
Fratelli d’Italia, dopo aver manifestato contrarietà su questioni da portare in Consiglio comunale e aver subito, per questo, un gesto deprecabile rivolto alla Vicesindaca, torna ad amministrare con le medesime persone, senza che sia intervenuto un gesto politico realmente significativo e di rottura, capace di restituire dignità e rispetto non soltanto alla donna coinvolta, ma a tutte quelle che, nelle istituzioni e nella vita, dovrebbero trovare tutela e riconoscimento.
Noi Moderati, con l’assessora Beta Costantini, accetta la prosecuzione dell’esperienza amministrativa senza soluzione di continuità, dichiarando di attendere il ritorno dell’amica Di Marco tra le fila della Giunta, invece di incoraggiarla a prenderne le distanze, come avrebbe fatto chiunque avesse fatto del rispetto delle donne e delle pari opportunità un ambito del proprio impegno istituzionale.
Forza Italia, sostanzialmente non pervenuta nella discussione politica e culturale di queste settimane, si è invece resa disponibile a prestare un Vicesindaco temporaneo, accettando di relegarsi al ruolo di semplice segnaposto, da rimuovere non appena sarà possibile ripristinare gli equilibri precedenti.
La Lega, dulcis in fundo, con il suo Sindaco, non ha assunto autonomamente l’iniziativa politica di togliere le deleghe all’assessore Lella, attendendo che fosse lui stesso a lasciare l’incarico. Lo ha poi sostituito con un’assessora che, nel corso del Consiglio comunale, ha pronunciato affermazioni e accuse che riteniamo gravissime, arrivando a sostenere che certe cose possano accadere anche nelle migliori famiglie.
Ebbene no. Non sono cose che devono essere considerate normali nelle famiglie. Non possono essere accettate nelle istituzioni. Non possono essere minimizzate dalla politica.
“È arrivato il momento che le donne alzino gli scudi contro una cultura che minimizza l’offesa di genere e che continua a trovare spazio persino nei luoghi chiamati a contrastarla. Una cultura che non si manifesta soltanto nei comportamenti, ma anche nelle parole con cui quei comportamenti vengono ridimensionati, giustificati o ricondotti alla normalità.” Dichiara Simona Astolfi
Perché il rispetto delle donne non può essere subordinato alla tenuta di una maggioranza. E la dignità delle istituzioni non può essere sacrificata sull’altare della conservazione del potere.
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