Confartigianato Abruzzo chiede interventi concreti e immediati su caro gasolio

Confartigianato Abruzzo chiede interventi concreti e immediati su caro gasolio

Il caro gasolio mette a rischio la sopravvivenza di numerose imprese di autotrasporto, comprese quelle del territorio abruzzese, chiamate a garantire ogni giorno il movimento delle merci mentre i costi di esercizio continuano a erodere i margini aziendali. Per le piccole imprese, che rappresentano una componente essenziale del tessuto economico locale, assorbire aumenti così consistenti significa compromettere la redditività, rinviare gli investimenti e, nei casi più difficili, mettere a rischio la stessa continuità dell’attività. “Non possiamo continuare – afferma Massimiliano Di Lisio, presidente di Confartigianato Trasporti Abruzzo – a chiedere agli autotrasportatori di sostenere da soli il peso degli aumenti. Le nostre imprese lavorano con margini ridotti, devono affrontare spese sempre più elevate e spesso non riescono a trasferire integralmente i rincari del carburante sulle tariffe. È una situazione che non può essere considerata normale. Dietro ogni azienda ci sono investimenti, mezzi da mantenere, autisti da retribuire e famiglie che vivono del lavoro quotidiano. Continuare a garantire il servizio in queste condizioni diventa sempre più difficile”.

Il problema nazionale si riflette direttamente anche sulla realtà abruzzese, dove le imprese di trasporto sono un anello indispensabile per collegare le attività produttive, gli operatori commerciali e la distribuzione. Una funzione strategica che rischia di essere penalizzata proprio dall’aumento dei costi necessari per svolgerla. Per le aziende di dimensioni più contenute, con minore capacità finanziaria rispetto ai grandi operatori, ogni rincaro si traduce in una maggiore pressione sulla liquidità e sulla possibilità di programmare il lavoro.

I numeri indicati dal settore restituiscono la dimensione della difficoltà. Il gasolio avrebbe registrato un aumento superiore al 35%, mentre la sua incidenza sui costi aziendali, secondo le stime richiamate da Di Lisio, sarebbe passata da circa il 30% a oltre il 42%. Un peso difficilmente compatibile con margini operativi che, per molte imprese, si collocano tra il 3 e il 6%.


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Marino Spada

Direttore Responsabile e Fondatore del Giornale " la Voce del Cerrano"

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