Libri, un viaggio tra i santini della collezione di Gabriella Serafini Blasiotti
Siamo circondati da piccoli meravigliosi oggetti che ricordiamo circolare da sempre nella nostra vita, come in quella dei nostri genitori, nonni, anziani parenti. Riposti nei libri di preghiera, appoggiati sul comodino, infilati persino nel portafoglio, talvolta addirittura incorniciati. Essi ci sono così familiari da non suscitare in noi la curiosità per la loro storia, come se facessero da sfondo alla nostra quotidianità e ai nostri ricordi. Qualche volta ci soffermiamo a osservarli distrattamente, rapiti dalla serenità che trasmettono, da quel piccolo barbaglio di speranza e pace che emanano. Sto parlando delle immaginette sacre, comunemente dette santini. Riproduzioni più o meno antiche, più o meno artistiche o elaborate, di Gesù, di Maria, degli Angeli e dei Santi, oggetto della devozione personale e popolare. In effetti non ci interroghiamo mai sulla loro provenienza e manifattura. A spiegarcele è il bellissimo libro, corredato di incantevoli foto esplicative, della carismatica e colta Gabriella Serafini, che ripercorre la storia dei santini nel mondo cristiano a partire dal XIV secolo. Il volume, dalla pregevole veste grafica, è stato realizzato anche grazie all’entusiastica collaborazione del “Gruppo Magia” e della Biblioteca di Abruzzesistica, nonché del Lions Club di Montesilvano, da sempre dedito alla diffusione della cultura e alle opere meritorie. A offrire lo spunto per un viaggio nell’universo dei santini è l’imponente collezione di immaginette sacre di Antonio Blasiotti, consistente al momento di più di 7000 esemplari, raccolti con un entusiasmo e una passione inimitabili, regalati da parenti e conoscenti, forniti dagli amici del Lions, acquistati nei mercatini dell’antiquariato, nelle aste e nei siti online specializzati. Il sogno di Blasiotti è la realizzazione, decisamente auspicabile, di un museo abruzzese dei santini raccolti, nella consapevolezza che essi siano delle piccole opere d’arte e del fatto che l’elemento visivo, nella devozione popolare e non solo, sia molto più efficace rispetto a quello uditivo o astratto. In altre parole, è immediato e facile emozionarsi, commuoversi e soffermarsi a riconsiderare il Sacro ammirando la rappresentazione di uno scorcio di Paradiso, una soave Madonna circondata da un tripudio di Serafini, il martirio di un testimone di Cristo.
Gabriella Serafini ci conduce nel suo libro, con una prosa colta e precisa, in un viaggio a ritroso nei secoli, fin dentro gli antichi conventi dove le immaginette sacre erano dipinte con perizia, nei palazzi delle signore che si dilettavano a confezionare le preziose cornici intagliate dette canivet che circondavano le immagini sacre. Ci porta a visitare le antiche case editrici di Parigi, Praga, Anversa, dove le immaginette erano stampate con la tecnica della litografia e successivamente della cromolitografia. Ci narra persino dei primi tentativi di stampa con matrici lignee e più tardi orafe che producevano esemplari rozzi e irregolari, destinati via via ad essere perfezionati. Ci descrive gli scapolari tanto simili, ma solo per fattura, ai brevi della nostra tradizione magica. Illustra i santini merlettati, quelli a edicola, quelli tridimensionali che ricordano certi libri di fiabe a rilievo della mia infanzia e tuttora in circolazione. Per ogni tipologia di immaginetta, la collezione Blasiotti vanta più di un esemplare. Il volume ne riproduce qualcuno tra meglio conservati e più suggestivi. Insomma, vale davvero la pena farlo, questo viaggio tra i santini della collezione Blasiotti, soprattutto perché a guidarci sono le parole di Gabriella Serafini.
Il libro, stampato da Hatria Edizioni, è acquistabile sul sito della casa editrice.
Caterina Falconi
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