Villa Bozza, l’artigiano delle auto, Pasquale Perilli festeggia mezzo secolo di attività
Ha festeggiato mezzo secolo di attività Pasquale Perilli, noto carrozziere con officina in Villa Bozza, frazione del Comune di Montefino. Sin da giovane, dopo il servizio militare, Pasquale trovò interesse a lavorare in una officina nella provincia di Pescara. Non era scontato che il datore di lavoro lo assumesse su due piedi nonostante la forte passione dimostrata per le autovetture dall’aspirante carrozziere. Nel 1975, anno in cui Pasquale ebbe la fortuna di entrare nel mondo del lavoro, la prima cosa che balzò agli occhi del titolare della carrozzeria fu la precisone nell’arrivare in orario nella bottega e le ore che trascorreva all’interno quotidianamente. Requisiti essenziali per poter continuare a fianco del “maestro”. Subito dopo Pasquale si mise “in proprio” nel suo paese natale, con una piccola carrozzeria non molto lontano dalla propria abitazione, dove lavorava senza sosta per onorare gli impegni economici necessari all’avviamento della struttura e all’acquisto del materiale occorrente alle riparazioni. Nell’arco di poco tempo egli si fece un giro di clienti provenienti da tutta la provincia e dovette mettere su un’officina più grande, accogliente e spaziosa in grado di poter lavorare su molte vetture che avevano bisogno della sua mano d’opera. Il carrozziere è come un chirurgo estetico, deve saper modellare, accarezzare e plasmare l’immagine di un’automobile, come fosse il viso con le rughe di una donna bisognosa dell’intervento di bellezza. La “mano” dell’artigiano Pasquale Perilli, con il passare degli anni e l’esperienza acquisita, si è affinata sempre di più, riuscendo a ridare lucentezza anche alle auto il cui aspetto era seriamente compromesso. La sua “dote” professionale è ancora attiva e pienamente presente malgrado abbia raggiunto l’età pensionabile, aspetto quest’ultimo solo formale, poiché al Perilli piace sempre sentirsi utile verso quei clienti che da ogni dove lo cercano, lo chiamano, e ai quali non dice mai di no, sapendo che l’abito fa il monaco, anche quando il monaco è un mezzo a quattro ruote dentro il quale ci vogliamo sentire ammirati.
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