Atri, sentenza di condanna del Giudice di Pace alla Regione Abruzzo e all’Anas per i danni subiti dall’automobilista nel 2019 in contrada Cavalieri

Atri, sentenza di condanna del Giudice di Pace alla Regione Abruzzo e all’Anas  per i danni subiti dall’automobilista nel 2019 in contrada Cavalieri

I danni da sinistro stradale causati da animali selvatici protetti (come nel caso di specie i caprioli) vanno
risarciti dalla Regione Abruzzo in quanto, nella qualità di ente deputato al controllo e alla gestione della
fauna selvatica, risponde per tutti i datti causati in tale contesto anche per le specie protette appunto e che non sono oggetto di controllo mediante abbattimento (come avviene per i cinghiali invece). E’ quanto emerge dalla sentenza del Giudice di Pace di Atri che ha accolto l’istanza di un giovane operaio della città Ducale a seguito del sinistro occorso nel 2019. La questione è incentrata sul fatto che ad Atri, vi è la presenza di una fauna selvatica composta di varie specie e nel contempo in numero elevato. Detta situazione genera continuamente dei sinistri stradali a danno sia dell’animale che muore e sia del cittadino che subisce danni al mezzo.
È giusto tutelare la fauna selvatica protetta minore come il capriolo, l’istrice, la volpe, ma è necessario nel
contempo tutelare l’uomo e l’unico modo è attraverso l’installazione di strumenti di protezione e
limitazione messi in campo sia dalla Regione e sia dai proprietari delle strade come ad esempioLa condanna è in relazione agli artt.li 2052 e 2043 del c.c. in quanto la Regione non ha adempiuto all’onere di porre in essere tutte le misure e cautele necessarie al fine di evitare che il passaggio della fauna selvatica arrecasse danni a terzi.
Nel caso di specie- si legge nel dispositivo- anche l’ANAS, nella qualità di società proprietaria della strada, è stata condannata in solido al risarcimento del danno ex art 2051 c.c.., per via dell’assenza del guard rail ai margini della strada.
Infatti, se la strada è aperta al pubblico e non vi sono segnali di pericolo l’utente si ritiene in buona fede
libero di percorrerla senza timore di incorrere in ostacoli improvvisi idonei a provocare incidenti.
Il fatto è avvenuto in Atri nel maggio 2019 (sulla S.S. 553 che va da Atri a Silvi) in località Cavalieri a danno di un giovane operaio di Atri al tempo 39enne che ha subito danni per circa 5.000 euro alla sua autovettura.
Il Giudice di Pace di Atri ha condannato la Regione Abruzzo e l’ANAS in solido tra loro a risarcire tutto il
danno oltre gli interessi e le spese legali.
La controversia è stata curata dall’Avvocato atriano Davide Calcedonio Di Giacinto che da tempo si batte
perché sul territorio del teramano e del pescarese si provveda ad un’attività di tutela sia delle specie
animali protette e sia del cittadino, mediante installazione di strumenti di protezione, per scongiurare
finalmente gli innumerevoli sinistri causati da questi animali che provocano danni alle autovetture e
purtroppo anche la morte dell’animale investito.
La sentenza del Giudice di Pace di Atri n. 94 del 30.11.2023, conferma e ribadisce la responsabilità per i
danni causati dalla fauna selvatica, come il capriolo, specie che non è mai stata oggetto di controllo
(abbattimento selettivo) da parte della Regione Abruzzo essendo una specie protetta.
La tutela della specie animale non può essere messa in secondo piano a quella dell’uomo e dei suoi beni; la Regione Abruzzo è legittimata a poter scegliere di non procedere al controllo della fauna selvatica mediante abbattimento selettivo, ma di conseguenza, deve altrettanto mettere in campo utili strumenti alternativi di protezione che evitino che detti animali provochino danni all’uomo.
Un filone risarcitorio che meriterebbe attenzione da parte degli enti preposti e una riflessione aperta sulla
necessità di installare finalmente degli strumenti che tutelino sia la libertà e la vita della fauna selvatica e
sia la libertà e l’incolumità dell’uomo e dei suoi beni.


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Marino Spada

Direttore Responsabile e Fondatore del Giornale " la Voce del Cerrano"

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