San Liberatore, il Prof. Bruno Raggiunti in pensione, l’endocrinologia verso il declassamento
Qual è il modo migliore per uscire da una situazione pesante ed insostenibile? Andare in pensione. E’ quello che ufficialmente fanno sapere i corridoi della sanità teramana sulla scelta di lasciare il camice ospedaliero da parte del Prof. Bruno Raggiunti, alla guida dell’Unità Operativa Complessa di Endocrinologia del San Liberatore anche se lo cose non stanno proprio cosi. E’ da tempo che circolava la voce sul ridimensionamento di un altro eccellente reparto del nosocomio atriano da parte dei super manager della Asl di Teramo ai quali non basta evidentemente aver soppresso la cardiologia(ancora chiusa sine die), la pediatria, accorpato chirurgia ed ortopedia solo per citarne alcuni passando al pronto soccorso che versa in una situazione di totale collasso, in piena stagione estiva con pazienti che arrivano dalla costa. Manca personale medico e infermieri, manca soprattutto la politica, quella con la P maiuscola che si occupa seriamente della salute della popolazione. Cosa che non manca a Sant’Omero, ospedale salvaguardato dalla pandemia o a Giulianova in cui i reparti lavorano alacremente con personale medico e paramedico a regime. Tornando alla quiescenza del prof. Raggiunti, stimato sanitario, persona seria ed integerrima, il suo vuoto professionale non potrà essere colmato, nemmeno fisicamente parlando, atteso che ora, cioè mai, la direzione sanitaria teramana dovrà indire un concorso per la sostituzione del neo pensionato. Capite bene che questo non avverrà mai e quindi anche l’attività di endocrinologia, i cui meriti sono scritti sull’inchiostro di pagine di giornali che da anni ne raccontano la grande preparazione dell’equipe medica e sanitaria del medico fatto pensionare, diverrà presto un reparto ad ore, come la pediatria, senza posti letto né medici. Siamo alla frutta e il triangolo Teramo-Sant’Omero-Giulianova regna incontrastatom senza che alcuno sobbalzi dalla scrivania e si faccia sentire.
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