Atri, nel centro turistico il richiamo per il secondo vaccino ai fragili

Se non ci fossero  di mezzo una siringa e una dose del ritrovato,  l’arrivo in massa dei cittadini al Centro Sportivo Integrato di Atri, con tanto di documenti  di riconoscimento e tessera sanitaria, oltre ad un foglio che sventola tra le mani dei  convocati all’uopo, sembrerebbe un grande seggio elettorale con tanto di scrutatori e cabine. Si presenta così l’ennesima giornata per la seconda inoculazione dell’antidoto agli astanti appena giunti a quella che una volta era il teatro delle emozioni cestistiche della Pompea Basket Atri i cui sogni si sono infranti con la chiusura del complesso industriale nel quartiere di Piane Sant’Andrea, mandando casa oltre 300 famiglie che in quel fabbricato avevano costruito nel proprio immaginario il futuro domestico. Ora all’interno della pancia  di quel  gigante di legno, a prova di terremoto, le cui sedie delle tribune sono desolatamente vuote, scorrono volti e camici di persone che aspettano il proprio turno, tra un controllo della temperatura corporea all’ingresso e una consegna dei rituali documenti necessari ad oltrepassare la barriera che ne delimita l’accesso ai soli pazienti. Ieri ed oggi  a mostrare il proprio braccio al giovane di turno, la cui mano è un po’ tremante per la prima iniezione del liquido della Moderna, sono i cosiddetti richiamati alla seconda  dose, ovvero quelli che hanno ricevuto nel proprio corpo la prima somministrazione del vaccino. C’è fiducia e speranza nei volti di chi attende il fatidico quarto d’ora post vaccinazione ma anche paura per possibili effetti che per fortuna, ad oggi, non ci sono mai stati. Solo dolore alla spalla-spiega una donna sui 50, tra le categorie fragili chiamate alla seconda convocazione, ma niente di più. La signora che mi ha fatto la puntura la volta scorsa era più brava-aggiunge un signore della frazione di Casoli di Atri- non avevo avvertito nulla. Oggi, invece il giovanotto mi ha fatto male parecchio, anche per via del fatto che ha inoculato l’antidoto nella parte più bassa della spalla. Attende pazientemente  il turno della  consorte  anche il comandante della Stazione dei carabinieri della città Ducale, il Luogotenente carica speciale, Giuseppe Talamo, che nel frattempo scambia due parole con sanitari e volontari all’opera.  Sensazioni diverse tra i presenti, accompagnati dai familiari per l’occasione, ma con uno spirito comune: venirne fuori al più presto.

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