Atri, domani in Teatro comunale l’ultimo saluto a Francesco Anello a partire dalle 9

Sarà il Teatro Comunale di Atri a dare l’ultimo saluto alla salma di Francesco Anello prima della messa in Cattedrale alle ore 11 di domani.  Dalle ore 98, nella giornata di domani venerdì 26 Marzo,  il feretro sarà  trasportato in teatro e aperto alla cittadinanza con le dovute cautele e nel rispetto delle norme in materia di contenimento del virus.  Francesco Anello, 55 enne di Atri, è stato tra i fondatori, insieme al fratello Alberto,  del Teatro Minimo della città Ducale e figlio d’arte di Antonio Anello. Meraviglia e costernazione hanno accompagnato i vari commenti sui social, da ogni parte della regione e anche da chi, lontano dalla terra natia, conosceva le qualità umane e professionali di Francesco.  Il quale aveva  calcato per anni il palco del teatro come attore e per lungo tempo anche come regista. Avendo perso il papà, e vivendo con la famiglia , si era preso cura dell’anziana madre, più che novantenne, seguendo le terapie e standole vicina per ogni attimo del giorno e della notte. Lunghe, infinite, ripetitive, le giornate  che trascorreva nella sua abitazione di via Fonte Canale, accanto all’inseparabile Nadina, dal cui balcone egli volgeva lo sguardo alla mastodontica torre campanaria della basilica Cattedrale, luogo di bellezza artistica e poetico sentimento . La sua ironia, la gestualità e la mimica del palcoscenico erano onnipresenti anche nella vita di ogni dì. Al negozio sotto casa, in piazza, o per strada, a due passi dall’abitazione , quando lo vedevi cantare con la spensieratezza dell’uomo che non cerca nulla di speciale perché sa che ogni attimo della vita è un dono speciale.   Per Francesco la scena non era la consacrazione di sé stesso, di cui non amava parlare mai, ma l’occasione di avvicinare il pubblico al teatro, alla sua incantevole rappresentazione, aperta sempre ai giovani, per i quali dedicava parte del suo tempo. Ricoverato qualche settimana fa per un controllo di routine al San Liberatore, a seguito di ulteriori accertamenti , i sanitari avevano deciso di trasferirlo al Mazzini di Teramo in Cardiologia per alcune complicanze che erano divenute improvvisamente gravissime al punto di trasferirlo in rianimazione. Un cuore in difficoltà che batteva nel corpo di un uomo che non aveva mai smesso di essere un ragazzo dentro di sé e che, con l’innocenza del pargolo, non esitava a lanciare, senza farsene un problema, attacchi a chi non difendeva correttamente e giustamente l’arte in città. Il suo amore per il bello, per la vita, per la musica, per il teatro e  la  cultura, non avevano mai smesso di albergare nella sua vita quotidiana, anche quando, in apparenza, il sipario era calato sul palco. Lui sapeva di essere amato e odiato, ma sia il primo che il secondo sentimento appartengono alla vita, alla fragilità umana e Francesco, nel suo ultimo viaggio, ha abbracciato tutti, sia chi lo amava sia chi lo detestava, sapendo che in fondo, il vero amore non è di questa terra.  La salma tornerà ad Atri nella giornata di oggi e sarà portata nell’obitorio dell’Ospedale San Liberatore, mentre venerdì 26 Marzo, dalle 9.00 alle 11.00 ad ospitare il feretro di Francesco Anello, sarà il Teatro Comunale, al quale i cittadini  potranno dare l’ultimo saluto nel rispetto delle norme vigenti, e a seguire la Santa Messa nella Basilica Cattedrale dell’Assunta.

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