San Liberatore, nuova riconversione in attesa della terza ondata

Si teme il peggio nelle prossime ore anche al San Liberatore, dove si sperava a breve di tornare ad una “normalità “operativa, e invece si sta allestendo, una vera e propria riconversione della struttura sanitaria, al fine di far fronte all’ormai imminente terza ondata di cui non fa mistero anche il ministro della Salute, Roberto Speranza. Al momento sarebbero stati individuati all’interno del nosocomio atriano 72 posti letto in più per i pazienti affetti del virus, di cui 37 nel reparto di medicina, 17 nella lungodegenza e 18 nella riabilitazione respiratoria post Covid. Sull’evoluzione della situazione, i medici dicono chiaramente che “stiamo tornando indietro, alla peggiore situazione della prima fase pandemica in una vera e propria condizione emergenziale” Da ieri-osservano i camici bianchi, abbiamo iniziato a ricoverare gli infetti nella “medicina pulita” che è stata trasferita dove prima era la pediatria, ad oggi ancora chiusa. Tra i pazienti abbiamo registrato-spiega un medico-anche molti giovani, contrariamente che in passato dove le fasce più deboli erano quelle più avanti con l’età. Il vero antidoto resta la vaccinazione, come ricordano all’unisono i medici e sui tempi bisogna dare una vera e propria accelerazione. Resta forte la delusione per quanti aspettavano la data del 15 Marzo, inizialmente annunciata dal direttore sanitario come il giorno della ripartenza di pediatria, auxologia e fibrosi cistica, e con essi maggiore attività sanitaria, in un nosocomio che ancora una volta è in prima linea nella guerra al nemico invisibile.

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