Vaccini, al San Liberatore le prime 192 dosi al personale medico. Domani nuova seduta

Fine settimana di vaccinazione all’interno dell’Ospedale San Liberatore per il personale dipendente della struttura sanitaria.  Alle otto in punto di questa mattina  il camion proveniente da Teramo, con a bordo le prime 192 dosi di vaccinazioni, ha raggiunto la cittadina Ducale. Dopo il briefing tra il direttore sanitario del presidio, il dr. Marino Iommarini e il personale medico e infermieristico impegnato nella inoculazione del vaccino, è partita l’attività di somministrazione del liquido. Grazie alla piattaforma on line della regione Abruzzo, i sanitari che si erano prenotati nei giorni del 16-17-18 Dicembre, sono stati chiamati i destinatari del vaccino, i quali, avvertiti preventivamente- come spiega il responsabile del Pronto Soccorso dottor Piergiorgio Casaccia– si alternavano ogni cinque minuti nelle tre sedi ambulatoriali destinate alla introduzione del liquido. Tra i primi a sottoporsi all’iniezione, il dirigente della Medicina, dott. Enrico Marini al quale è stato introdotto il prezioso liquido dal direttore sanitario, quest’ultimo vaccinato prima di Natale. Un’adesione altissima da parte di tutti-ha spiegato Iommarini-il quale ha confermato la piena fiducia dei camici bianchi verso il ritrovato per sconfiggere il virus. Subito dopo la vaccinazione del  dirigente della Medicina, anche Piergiorgio Casaccia e Carmine Fortunato, entrambi medici del San Liberatore, hanno disteso il proprio braccio per accogliere il liquido inoculato. Domani , seconda e ultima giornata di questa parziale vaccinazione,  dalle 9 alle 13.00 , atteso che le dosi arrivate sono insufficienti a coprire tutto il personale e che tra quindici giorni ci sarà il richiamo per coloro che si sono sottoposti nella giornata di ieri. Come vaccinato-ha dichiarato Casaccia-posso garantire, al pari dei colleghi, che non abbiamo riscontrato alcuna forma di reazione, anche su persone potenzialmente esposte a  causa di allergie. Un giorno speciale  in cui la luce illumina il cammino in fondo al tunnel, così ha scritto Alfonso Prosperi, chirurgo dell’Ospedale .

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