San Liberatore, il Comitato difesa Ospedale alle opposizioni: non avevate chiesto un consiglio comunale ad hoc?

Interviene il Comitato Difesa Ospedale di Atri in una nota a firma di Mario Marchese per chiedere alle opposizioni: “non avevate richiesto la “CONVOCAZIONE” del Consiglio Comunale per discutere sul S. Liberatore di Atri?” Di certo molto bistrattato in questi anni? Ma sempre  pronto a dare il meglio di se stesso, nonostante tutto? Ed allora? Come mai? Che allo scadere abbondantemente dei famosi 20 gg il Consiglio Comunale richiesto, “NON è stato convocato? Eppure, ed invece, si convoca un C. C. per discutere aspetti finanziari, ed a “porte chiuse” (ci mancava anche questo….)., va da se dire, affermare, pretendere, che poteva anche contenere un punto all’O.del G di discussione direi “NON politica”,  e nemmeno  polemica, ma con la volontà costruttiva che l’opposizione da sempre dimostra? E direi, nonostante tutta la situazione sanitaria di fatto? Sul personale addetto? Sugli allarmismi non tanto velati poi, che questo COMITATO ha lanciato  sul fatto che alcuni sanitari sono andati via, e che altri operano in altri Ospedali dell’ASL, e che altri ancora, sarebbero interessati ad andare via perdurando una situazione di questa inattività? Basta chiedere ai medesimi, per capire che “aria tira”…….. Egregio Signor Sindaco, parlare con loro e vedere cosa sia possibile fare, e cosa può fare Lei da 1° Cittadino. Le attività chirurgiche già sospese da tempo, qualcosa viene fatto a Teramo, o S. Omero oppure a Giulianova, ma non ad Atri. Forse qualche urgenza, ma nemmeno questo, credo, ed allora, non le sembrava il caso di intervenire, parlare, vedere, c’è voluto un allarme di questo “COMITATO” per dire come stavano le cose? La situazione? Con lettera al Sindaco del 22-12-2020, prot. N°23239, ed inviato a Lei, la sua Giunta, la Direzione Generale dell’ASL, oltre che il Direttore Sanitario Prof. M. Brucchi?  Il quale, ha risposto sulla stampa, ovviamente preoccupati del “montare del caso”, che le attività chirurgiche  in Atri sarebbero ripresi il 7-Gennaio 2021 (ovviamente, Covid permettendo), dando così ragione, ripeto all’allarme posto da questo COMITATO. (Il tutto anticipato alle parti per via breve, con e-mail del 22-12-2020).

 

Ma i partiti di Atri, perché non ne hanno voluto discutere in Consiglio Comunale? Oppure hanno accettato la linea  della maggioranza? O dei piani alti dell’ASL di Teramo e della Giunta Regionale?

Perché non hanno ritenuto di dire la loro, presso il Consiglio Comunale, direi aperto al Direttore Generale, dr M. Di Giosia, ed al Direttore Sanitario, Prof. Maurizio Brucchi dell’ASL teramana ed avere di prima mano notizie di cosa vogliono fare?

In passato questo avveniva, sia quando sono stato Sindaco, che solo Consigliere Comunale alla opposizione, così poi, ed anche nell’era di Chiodi Presidente e Varrassi Direttore Generale. Poi, questo non più, da quasi dieci anni nulla di più,  solo Comunicati, e qualche portavoce a dichiarare in Consiglio Comunale, che: Atri è bella, che gli atriani sono fregni, sono gentili, sono pazienti, accettano di tutto, etc. etc. Già! Ma fino a quando?

 

Eppure la filiera politica-amministrativa ce lo avete voi del centro destra, da Atri, all’ASL di Teramo, alla Provincia di Teramo, al Direttore Sanitario e  Direttore Generale ASL di Teramo e poi  Regione Abruzzo, con il Presidente, Assessore alla Sanità,  nonché la maggioranza dei Consiglieri Regionali, in “maggioranza”, nella maggioranza, e tutto questo faciliterebbe un sicuro CONFRONTO, (non SCONTRO), con le opposizioni e impegnarsi con le medesime in C.C. di Atri…

 

Vero LEGA di Atri? Vero FORZA Italia di Atri? Vero Fratelli d’Italia di Atri? Vero partiti della opposizione di Atri?

 

Eppure, eppure tutto ciò non avviene, come mai? Non accade, come mai? Non si ha argomenti? Io non credo, ce ne sono in abbondanza. Oppure, qualche impegno per Atri, potrebbero accendere cattivi esempi nell’ASL teramana?  Ad esempio: più personale?

Più apparecchiature ad esempio, tipo la 2° TAC (che loro hanno già annunciato, altrimenti sarebbe  l’unica che si ha Covid e non Covid, cosa impossibile fare per riavere un’attività  ambulatoriale e divisionale degna di questo nome.. Ovviamente, loro hanno di già due TAC, come le  RNM, che  hanno da decenni, e noi invece NO, non lo abbiamo e non se ne parla, se non periodicamente solo annunci? Avviso i naviganti, che la Radiologia di Atri, ha la sede  predisposta per accogliere la RNM da anni ormai (sede apposita, con accorgimenti dovuti……quindi…manca solo la volontà politica-amministrativa.)

 

Oppure  la reimmissione in Ospedale di Atri, del “Punto Nascita e della Ostetricia e Ginecologia”, togliendo intanto la convenzione con la Clinica privata di Pierangeli.

Ripeto, per il Punto Nascite, che i parti eseguiti statisticamente ad Atri , oltre 560 nel 2015, vanno oggi, per oltre  il 95%, a Chieti e Pescara, che già sono intasati di proprio, di competenze di ASL, per, ed anche, aver dovuto ottemperare alla chiusure di Ortona e Penne (da parte di D’Alfonso e Paolucci), e quindi, lo ripeto ancora, sarebbero ben lieti proprio di questo, oltre che i Comuni dell’Area Vasta, 15 Comuni, quasi 140 mila ab., e non avere questo “di più”, ed operare, si,  ma con piena sicurezza, sia per la mamma che per il bambino.

(Un appunto, dove sono  le strutture e mezzi STEN e STAM? Già promessi e dovuti al momento della soppressione del nostro punto Nascite? E’ solo una domanda, per carità….).

 

Ecco, ad esempio, una discussione franca e costruttiva da farsi in C.C. con l’Assessore N. VERI’, il Presidente Marsilio, il Direttore Generale  M. Di Giosia, il Direttore Sanitario dell’ASL di Teramo, Prof. Maurizio BRUCCHI ?

 

Tutte queste presenze darebbero peso e certezze su cosa si vorrebbe farne in prospettiva “dell’Ospedale di Atri”, o quantomeno di quali garanzie abbiamo bisogno per andare avanti, o meglio ancora, le garanzie che gli Operatori Medici, si aspettano, e che potrebbero garantire per rimanere e non andare via in caso che……, qualora ci siano questi impegni, direi anche concreti?

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