Atri, i commercianti: diamo fuoco ai nostri forni e non alla protesta salvando il lavoro dei giovani

Se in buona parte dell’Italia monta la protesta dei commercianti, specie tra i titolari delle attività maggiormente penalizzate a causa della chiusura alle ore 18.00 a seguito del decreto del Presidente del Consiglio, come bar, pizzerie e altri assimilati, ad Atri la categoria ha fatto una scelta diversa e per certi versi  originali. In una comunicazione social sul profilo del Presidente Pier Luigi Della Sciucca si legge un invito a “mettere fuoco ai propri forni piuttosto che alle piazze”, dove per inciso, è bene sottolinearlo, i colleghi si tengono fuori dagli scontri con le forze dell’ordine, i cui autori, com’è noto, sono tra estremisti e ultrà di varie fedi calcistiche. Nella pagina dell’associazione “Atri da Vivere”, riferimento ufficiale dei commercianti, si annuncia come sia meglio mettersi sotto a lavorare, cercando soluzioni alla limitazione dell’Esecutivo, piuttosto che protestare. E si fa un elenco delle varie attività che sono disponibili alla consegna del proprio prodotto a domicilio. Dalla pizzeria che recapita a domicilio la pizza, al ristorante che non fa mancare il suo piatto prediletto al palato dei suoi abituali clienti.  Un modo come un altro per sostenere il commercio locale, sofferente da un punto di vista economico ma vivo e pieno di iniziative a favore del cliente. Una scelta per non soccombere e quindi per salvare il salvabile e i tenti ragazzi che lavorano, oggi come rider, nelle attività commerciali.

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