Atri, la città piange la scomparsa improvvisa di Gaetano Pallini, il medico che ha lottato contro la pandemia

Un fulmine a ciel sereno in una giornata afosa di Luglio si è abbattuto nella cittadina Ducale. La morte improvvisa di Gaetano Pallini, il medico che ha donato la sua vita nel servizio emergenza urgenza del Pronto Soccorso al San Liberatore di Atri. Una vita spesa a salvare le vite, tante,  che arrivavano a bordo di ambulanze, a sirene spiegate,  di malati il cui destino era segnato e la cui corsa contro il tempo, quello che ha bruciato le tappe nella sua malattia improvvisa, era fatale. Anche in pensione, dopo aver coordinato il servizio provinciale del 118, si era reso disponibile dal primo momento nella riconversione, di punto in bianco del presidio ospedaliero atriano, in Ospedale Covid. Una battaglia quotidiana che lo aveva visto in prima linea, a fianco di molti colleghi giovani, ai quali aveva insegnato l’amore per la professione e la delicatezza verso i più deboli, quelli che nell’esperienza pandemica, hanno pagato il prezzo più alto: gli anziani. Atleta di lungo corso, appassionato dello sport nel senso più nobile della parola, non mancava di prestare la sua opera di volontario,  in ogni evento sportivo che si presentasse in città e fuori.  Stima guadagnata sul campo professionale, umanità e  cordialità senza pari nella vita sociale , privo di arroganza o supponenza, ti salutava al primo sguardo che incrociava, senza assurgere al ruolo di chi lo pretendesse prima dell’altro. Oggi la sua corsa è terminata nell’ultima tappa della vita, con l’ultimo respiro e il suo sorriso verso il cielo, dove in molti lo riconosceranno come il camice bianco che ha lottato per ognuno di loro, affinchè la vita terrena fosse meno dolorosa della morte.

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