Atri, morto lo storico coach del basket locale Gianfranco Di Ridolfo.

Lui che ha fatto crescere fior di giocatori nelle palestre della periferia cestistica rispetto alla capitale del basket, Roseto e poi di Teramo, ci ha lasciati come un coach attraversa l’ultima parte del tunnel dopo una gara giocata sino all’ultimo fiato. Il nemico ha avuto la meglio, almeno per ora, ma il suo cuore batte nei ragazzi di allora, ora uomini, e nella storia vivente di questa città che da lui ha ricevuto il massimo senza che egli chiedesse mai in cambio nulla. E’ stato un padre, un amico, un fratello maggiore e infine un preparatore nel parquet del palazzetto in cui i giocatori prima di iniziare la gara si raccoglievano attorno alla sua figura di professionista e amante della palla a spicchi. Un generoso, un altruista, un pugno di ferro in un guanto di velluto, un uomo il cui valore era scritto nello sport che amava: onestà e lealtà. Quando seppi dell’improvvisa malattia, stentai a crederci, a farmene una ragione. Il tempo ha scritto una verità indelebile: il passato di Gianfranco è il nostro futuro, quello di chi ama le sue virtù e di esse ne fa un faro della propria vita, fuori e dentro dal campo. Un caro abbraccio alla famiglia e al fratello Marco da tutti noi.

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