Abruzzo Civico al Sindaco di Atri: ha gestito l’emergenza sanitaria senza convocarci ignorando il nostro aiuto per il salvataggio del Commissariato

“Se la fase politica nazionale è caratterizzata da continui contrasti, dal retorico richiamo ad un anacronistico nazionalismo, a livello locale, gli amministratori sono diventati i protagonisti di campagne mediatiche che li innalzano a salvatori della popolazione, a paladini della giustizia contro lo Stato burocratico”  E’ quanto scrive in un comunicato stampa il direttivo locale di Abruzzo Civico a proposito del comportamento avuto dal Sindaco durante l’emergenza pandemica. La nota prosegue affermando come  “perfettamente in linea con questo clima sono le azioni e i comportamenti del nostro primo cittadino, Piergiorgio Ferretti, che, inesorabilmente, dall’inizio della pandemia, ha voluto essere l’uomo solo al comando sulle decisioni da prendere, ignorando del tutto il consiglio comunale e i consiglieri stessi.

Convocati una sola volta, nei primi giorni di maggio, per fare cosa poi?  Scrivere una proposta di riconversione del Covid-Hospital San Liberatore in un documento firmato da tutti i consiglieri ad eccezione del nostro, Paolo Basilico che, lo ricordiamo, non si è limitato ad opporsi, ma ha proposto, secondo lo stile che lo contraddistingue, un’ipotesi diversa rispetto a quella adottata dal Consiglio Comunale. Cosa è accaduto poi? Nulla, nessun confronto, nella smentita più totale dei comunicati ecumenici del Sindaco che solo a parole invoca “una forte sinergia, il coinvolgimento dei partiti locali di minoranza …”.  Ci piacerebbe conoscere, caro Sindaco, le ragioni dell’esclusione del consigliere Basilico dalla Commissione Sanità, perché ci sfugge la ratio.

Non è lo stesso consigliere al quale hai chiesto sostegno, aiuto e iniziative al fine di scongiurare lo scippo del Commissariato di Polizia? Ricorderà bene come sono andate poi le cose e che solo l’intervento del Senatore Luciano D’Alfonso ha consentito l’avvio del confronto con i vertici della Polizia di Stato!

Il suo stile, il suo modo di interpretare il ruolo di Sindaco, i suoi sgarbi istituzionali meriterebbero i medesimi comportamenti, ma nessun vantaggio porterebbero alla comunità. Pertanto non sceglieremo mai, come non lo abbiamo fatto in passato, la via dell’inerzia e della passività. Se l’ordine del giorno è indicare le linee strategiche del futuro del presidio ospedaliero, la nostra proposta è quella di puntare sulla specializzazione. Non è sconosciuto al Sindaco, come a tanti consiglieri, il progetto della F.O.G.I. che ipotizza l’Istituzione di un Dipartimento Oncologico medico e chirurgico unico in Regione con implementazione di un Team interdisciplinare di Anatomia Patologica( Chirurgia, Gastroenterologia, Oncologia, Radiologia), con ponte scientifico ed interscambi culturali con l’Università di Padova, Istituto dell’Humanitas di Milano e Ospedale Niguarda di Milano per la ricerca, la prevenzione e l’aggiornamento su tutte le patologie neoplastiche.

Se si avesse l’umiltà di ascoltare, senza pregiudizi e “obbedienze” di parte, se si ponesse concretamente al centro il cittadino, allora daremmo senso e sostanza al costituzionale diritto alla salute.

 

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