Lettera aperta dell’ex Consigliere Regionale Luciano Monticelli al Dg della Asl Di Giosia: servono anestesisti al San Liberatore

Gentilissimo direttore, nel mio percorso politico, che mi ha dato la grande opportunità di scendere in campo per sostenere e aiutare numerose realtà, tra tutte, come ben sa, l’ospedale San Liberatore di Atri ha sempre occupato una parte importante dei miei interessi. Il motivo è presto detto: pensando a questo nosocomio e alla sua collocazione geografica, è innegabile il ruolo assolutamente strategico che esso riveste per il territorio del Cerrano e per l’entroterra della Val Fino, le cui comunità possono contare su un’eccellenza che ha saputo mantenere nel tempo elevati standard.

Per questo motivo, già nei momenti più bui della recente emergenza sanitaria ho fatto sentire la mia voce, nel timore che la trasformazione in ospedale Covid, seppur giusta, potesse mettere il San Liberatore in difficoltà nel momento della ripresa. Molto è stato indubbiamente fatto, ma è altrettanto vero che il nosocomio ducale vive momenti di difficoltà che mi preme sottoporre alla sua attenzione, nella convinzione che saprà dare al San Liberatore l’attenzione che merita.

Mi riferisco alla situazione difficile in cui versano attualmente i medici anestesisti in servizio, il cui numero è eccessivamente ridotto con la conseguenza che risulta impossibile coprire in modo efficace i turni di lavoro. In realtà è una situazione che si protrae da mesi e che nel tempo si fa dunque sempre più difficile da portare avanti. Occorre pertanto intervenire, nel rispetto e nella considerazione di coloro che, l’emergenza lo ha dimostrato, svolgono un lavoro fondamentale per l’intera comunità e, in secondo luogo, per evitare di mettere a rischio la stessa possibilità di intervento per i cittadini, situazione non così utopica dinanzi ai numeri attualmente a disposizione.

 

Mi rendo disponibile a qualsiasi bisogno di approfondimento, nel frattempo ripongo piena fiducia in lei che, avendo a cuore la salute dei cittadini, non rimarrà di certo a braccia conserte, ma saprà reperire le risorse necessarie affinché il San Liberatore continui quell’ascesa che, per molti aspetti, lo ha reso addirittura una eccellenza del centro Italia.

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