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Silvi, turismo al palo senza prenotazioni sino alla fine di Luglio. L’imprenditore Antonio Mancinelli: vittime di terrorismo mediatico

Siamo vittime di un terrorismo mediatico e psichico che ha generato molta paura”.  Sono le prime parole dell’imprenditore turistico Antonio Mancinelli di Silvi Marina, titolare della Samsara, una delle più belle e accoglienti attività sul mare della spiaggia silvarola e di una struttura che raccoglie prenotazioni.  “Prima della fine di Luglio non avremo un turista, se non gente del posto, i silvaroli per l’appunto, che in un primo momento avevano disdetto ombrelloni e sdraio che occupavano da anni”.  Nel suo stabilimento ha predisposto le postazioni come da protocollo, con l’occupazione di 12mq per ogni ombrellone al cui interno possono sedere al massimo quattro persone dello stesso nucleo famigliare e nel caso siano persone non congiunte, occorre un’autocertificazione. Altro tema dell’estate grigia per il turismo è quello dei bagnini, i quali, come nel caso di Silvi, sono gestiti da una cooperativa e non direttamente dagli stabilimenti. Protocolli rigidi anche per i bambini, che non possono fermarsi sul bagnasciuga, limitando azioni e movimenti che solitamente i pargoli con molta spontaneità e innocenza pongono in essere. Ordinanze e protocolli fuori dal mondo- aggiunge sconsolato Mancinelli, il quale sente la responsabilità in prima persona di controllare 200 ombrelloni, che a seguito dell’applicazione delle distanze di sicurezza, sono scesi a 140 circa perdendone oltre il 30%.  I prezzi? Non sono stati ritoccati, anche se abbiamo meno ombrelloni da affittare, ci conferma il titolare della struttura. Partiamo da circa 300 euro a famiglia per tutta la stagione in ultima fila sino d arrivare a 500 per la prima.  Cifre rimaste invariate rispetto agli anni precedenti ma che non aiutano a ripartire, vista la grave perdita accusata da tutti gli stabilimenti balneari riaperti, come nel caso del Samsara, in pieno centro a Silvi, che in prima battuta tra posti in meno e cancellazioni delle prenotazioni almeno sino ai primi di Agosto, vedrà il segno meno nel bilancio non inferiore al 60% del fatturato. Sul fronte delle tasse comunali, spiega Mancinelli, nessuna comunicazione dagli uffici, il che significa che saremo costretti a pagare tutto sino all’ultimo centesimo e per una città come la nostra che ha il 60% delle abitazioni come seconde case dei turisti che arrivano in villeggiatura, senza di essi è una mazzata sulla nostra testa. Invariata anche la tassa di soggiorno pari a 1,50 a persona per giorno di permanenza negli hotel, imposta che certamente non attira gli indecisi che sono esitanti sulla scelta delle vacanze. Sul versante commerciale anche Silvi accusa le conseguenze del lockdown, con molti bar e alberghi che non hanno riaperto per nulla per via delle numerose prescrizioni governative da rispettare e l’assoluta incertezza economica. Un cielo grigio, pieno di nuvole, in questi giorni di Giugno, che sul mondo del turismo abruzzese non fa sperare in nulla di buono per il futuro di molte famiglie che di esso vivono e al quale sono appesi aspettando tempi migliori, virus permettendo.

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