Gente in strada senza precauzioni e per futili motivi. Il rischio zero del contagio non è ancora scontato
La fine della prima fase, annunciata prematuramente dal Premier Conte nella conferenza stampa del 26 Aprile, pur non dichiarandola, di fatto ha suggestionato molti italiani, i quali, come si vede nei nostri comuni, hanno riaperto le porte di casa e si sono precipitati per strada. Se prima la scusa era quella del cane da portare a spasso, e chi non ne aveva se ne è fatto prestare uno per alcune ore, sentendosi autorizzato a passeggiare, ora , complice anche il bel tempo, in molti non si sono risparmiati dal varcare la soglia delle propria abitazione, anche in due o in tre, per acquistare le cose più banali e non essenziali. I dati che arrivano sono incoraggianti, si viaggia verso una riduzione di malati e contagi, ma non per questo bisogna abbassare la guardia. Non è sufficiente solo il distanziamento sociale, almeno un metro e la mascherina, occorre un pò di saggezza. Quest’ultima rischia di farsi prendere la mano dalla voglia di uscire a tutti i costi e , inconsciamente potrebbe compromettere lo sforzo fatti sino ad ora. Sarebbe un vero peccato ricominciare da capo, compreso la conta dei malati e dei morti.
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