Atri, il Consiglio Comunale approva la delibera del piano straordinario di lotto alla cimice asiatica

Il Consiglio Comunale di Atri, nella seduta tenutasi nella giornata del 26 febbraio 2020, ha approvato la delibera relativa al “Piano straordinario di lotta alla cimice asiatica” sottoposto all’attenzione dell’assise comunale da parte della Confederazione Nazionale Coldiretti. Nella delibera approvata si impegna “il Sindaco e la Giunta Comunale a intraprendere tutte le iniziative, compatibilmente con le competenze attribuite, idonee a sensibilizzare attraverso il coinvolgimento dell’ANCI, della Regione e degli altri Enti Pubblici preposti in ordine alla necessità di attuare gli interventi previsti nel ‘Piano straordinario di lotta alla cimice asiatica’ predisposto da Coldiretti, a partire dalla declaratoria di eccezionalità degli eventi dannosi conseguenti alla diffusione della cimice asiatica ai sensi dell’art. 1, comma 501, della Legge n. 160 del 2019, nonché a emanare tutti i provvedimenti di competenza comunale, anche contingibili e urgenti, finalizzati a ostacolare il diffondersi della presenza sul territorio comunale della cimice asiatica e ad agevolare l’attuazione da parte delle imprese agricole interessate delle misure fitosanitarie necessarie al contrasto della diffusione di tale parassita”.

 

Al riguardo il Sindaco di Atri Piergiorgio Ferretti e l’Assessore all’Agricoltura del Comune di Atri Alfonso Di Basilico concordano nel dichiarare: “Come Amministrazione Comunale, in considerazione che anche il nostro territorio, a forte valenza agricola, è interessato da questa problematica dagli effetti gravemente pregiudizievoli, abbiamo ritenuto di fondamentale importanza approvare il documento predisposto dalla Coldiretti sostenendo il ‘Piano straordinario di lotta alla cimice asiatica’, al fine di tutelare i nostri produttori agricoli e attuare, al contempo, una politica di sensibilizzazione per contrastare la diffusione della cimice asiatica che rappresenta un parassita molto dannoso per l’agricoltura e che ha ripercussioni fortemente negative sull’attività produttiva e sulla redditività delle imprese agricole

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