Atri, per il Consigliere Comunale Francesco Filiani non c’è pericolo di odio razziale. Bocciata la proposta di Giuliani

La proposta del consigliere Ugo Giuliani di istituire una commissione  in seno al Consiglio Comunale della città di Atri per “il contrasto ai fenomeni di intolleranza,  razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio” per quanto lodevole come iniziativa mi sembra un tantino esagerata. Non per il principio, tutt’altro che opportuno, specie in un’epoca in cui attraverso i social, anche i ragazzi non sono esenti dal riceverle o dal farle attività che sono in contrasto con il rispetto dell’altro, a prescindere dal colore della pelle, della religione di appartenenza o del pensiero politico. Quello che è esagerato è invece l’istituzione della commissione ad hoc, opportunamente bocciata dall’assise comunale odierna. Parimenti inopportuna però è stata la pronuncia in proposito avanzata dal capo gruppo della maggioranza di centro destra, Francesco Filiani.  Dal quale, per l’esperienza politica e la capacità indiscussa, oltre che la moralità ineccepibile, mi aspettavo un discorso ben diverso, nel voler bocciare tale iniziativa. Non si può licenziare l’argomento dicendo semplicemente “ che non è la priorità di Atri questa iniziativa, e che in questa città non vi è alcuna forma di razzismo, istigazione all’odio e antisemitismo”, solo perché non ci sono immigrati e “ non vedo espressioni in questa direzione”. Premesso che Atri al momento è stata risparmiata dall’invasione degli immigrati, nessuno può giurare che non vi siano espressioni razziali sulla rete, la cui identità dell’autore è talvolta sconosciuta, o che l’istigazione all’odio, anche il più semplice, non cova nella testa di qualcuno. Forse andava fatto un altro tipo di proposta. Aderire, come hanno fatto in molti comuni italiani, con voto unanime del Consiglio Comunale, alla solidarietà verso la senatrice Liliana Segre, per manifestare la propria vicinanza, intesa come comunità, alle minacce ricevute dalla stessa. Che poi in questa città non esistano manifestazioni eclatanti è un altro discorso. A prescindere

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