Atri, dopo un secolo e mezzo chiude la storica attività commerciale di abbigliamento della famiglia Brandimarte

L’eleganza se non ce l’hai non te la puoi dare. O forse era il coraggio. Ma  entrambi, eleganza e coraggio si possono racchiudere  nella lunga storia imprenditoriale di chi, a cavallo tra il 1885 e il 1890 nella città ducale ebbe l’idea di aprire un negozio di tessuti. Giuseppe Brandimarte, uomo distinto e con voglia di intraprendere mise su la bottega, nel pieno centro storico e i figli, Simone e Mario ne raccolsero il testimone, allargando il commercio anche alla vendita di confezioni e abbigliamento. Correva l’anno 1960 e l’Italia si avvicinava al boom economico. Nelle famiglie entravano la televisione, la lavatrice e il frigorifero. La 500 diventava per la classe operaia l’auto da comprare, anche con le cambiali, allora in uso per finanziarne l’acquisto.  Non tutti potevano permettersi un abito elegante, una maglia o un pantalone “alla moda”, e le vetrine del negozio di Brandimarte , erano quelle non passavano inosservate, per la laro bellezza, eleganza e sobrietà. Un tratto  che ha sempre contraddistinto l’attività commerciale, specie quando a condurla, oltre che a Mario, si affiancò la consorte, Gina, la quale diede un’impronta molto forte al negozio con un’attenzione alla moda femminile.  Era un mondo pieno di colori, di suggestioni e di riti famigliari quelli che abitavano il negozio e anche io ne trassi, da giovanotto, benefici in termini vestiari. L’immancabile  presenza della storica commessa  Maria  Pallini, sempre al fianco del cliente, era discreta, quasi invisibile, ma fondamentale nella guida dell’abito più bello, più aderente , più in linea con le caratteristiche personali. Un abito su misura, un consiglio al momento giusto, coniugando  la soddisfazione del cliente con le tasche di quest’ultimo il quale, quando non poteva saldare in una volta, aveva sempre dall’altra parte una mano tesa ad un pagamento dilazionato. Si , perché la parola, una volta , aveva un valore.  L’arrivo dei figli, dei nipoti e l’avanzare dell’età, costrinsero Mario e Gina a  passare la mano ai figli  Gianfranco e Luciano, quest’ultimi entrambi professionisti con una laurea in architettura e ingegneria , ma consapevoli di dover dare una mano concreta all’insegna di una lunga tradizione che non poteva essere archiviata di punto in bianco. E così la signora Flavia Mannucci , consorte di Luciano, segue le orme della storica bottega in pieno centro, offrendo sempre le migliori scelte in fatto di abbigliamento, maschile e femminile per ogni età,  anche per i neonati, ai quali offre una intera vetrina posta sulla Piazza Martella.  L’esponenziale crescita dei centri commerciali penalizza ogni attività, di qualsiasi genere, nei centri minori, anche se l’offerta del negozio resta sempre ad altissimo livello, anche con l’arrivo di Lorenza, figlia di Luciano e Flavia, la quale continua con la stessa determinazione e con lo stesso impegno trasmessogli dai genitori. Ma i tempi sono cambiati e anche le tendenze, specie nell’acquisto. La moda in generale ha subito una grande rivoluzione con l’avvento dei social e l’attività per contro ha registrato un costo di esercizio e gestione non più in linea con una programmazione economica. Da qui la necessità, dopo un secolo e mezzo di storia, fatta da uomini e donne, non solo di Atri, che sono usciti da quel negozio con un vestito nuovo e un aspetto diverso, più gradevole e più piacevole, di chiudere i battenti. Una decisione dolorosa ma necessaria. Un pezzo di economia locale, una meta storica per molte famiglie,  un riferimento per una grande comunità, la stessa che incredula, passando dinanzi al negozio, con il fiato sospeso , rimette indietro l’orologio della vita e ritrova quell’amore e quell’ambiente che non sarà mai uguale a nessun’altro. L’amore per la bellezza.

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: