Sarà vero per carità, ma leggere la notizia secondo la quale i coordinatori provinciali di Forza Italia in Abruzzo sono stati presi tutti da “improvvisi impegni che non consentono di ricoprire più il ruolo di commissari ” desta qualche perplessità.  E non solo, anche qualche cattivo pensiero, come diceva un importante uomo politico della Prima Repubblica. Per fortuna del Coordinatore Regionale di Forza Italia, il Senatore Nazario Pagano, dentro la formazione azzurra c’è ancora qualcuno che nonostante tutto e tutti  è disposto a sacrificarsi ancora una volta per la squadra di Berlusconi. Parliamo , oltre ai nuovi commissari provinciali di Pescara , Chieti e l’Aquila, di Gabriele Astolfi, l’ex sindaco di Atri, il quale nonostante le oltre 4000 preferenze non è riuscito ad essere eletto in Regione nel Febbraio scorso ed è rimasto in attesa di una surroga mai arrivata. Ora per colpa della Lega, ora per colpa di Fratelli d’Italia. Sta di fatto che Astolfi, dall’insediamento della nuova legislatura regionale, è lì che aspetta che le belle parole si trasformino in realtà. Certamente Forza Italia non lo ha scaricato, anzi, da quanto si legge e  si apprende, Pagano nelle trattative ha sempre messo al centro la surroga di Astolfi, anche se gli alleati fanno finta di non sentire o cambiano discorso. Ci si aspettava una nomina, almeno quella, in qualche ruolo dirigenziale nelle partecipate della Regione o in qualche ufficio , ma allo stato l’accordo tra le forze politiche in generale  è ancora lontano dal definirsi. Intanto ecco che il Senatore Pagano , sapendo di poterci fare affidamento per serietà e coerenza, chiama Gabriele Astolfi alla direzione del partito provinciale. Compito arduo, vista la situazione in cui versa Forza Italia a livello nazionale, ma il buon Gabriele non ha esitato un attimo e ha detto sì. Solo la sua tenacia e testardaggine, insieme alla sua caparbietà e la voglia di andare controcorrente, hanno reso possibile tale scelta, altrimenti non c’è alcuna spiegazione. Ripeto, chiunque al posto suo avrebbe detto di no, vista la grave crisi in cui versa  il partito. Ma Gabriele Astolfi è così, prendere o lasciare.

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