“Mi fido delle persone capaci e di chi ha fatto qualcosa per la nostra comunità” La replica del Direttore de ” La Voce” a Mario Marchese

Carissimo Mario , nel mio editoriale di Gennaio sul giornale La Voce, organo che da spazio a chiunque, senza distinzioni di sorta o colore politico, e non meno a chi, come nel tuo caso, pur non essendo eletto o rappresentante nell’aula consigliare del nostro Comune, offre la possibilità di far sentire le proprie ragioni, avevo semplicemente affermato a titolo strettamente personale “non voterei mai un candidato a rappresentarmi in Regione o Parlamento che sia che non abbia  avuto alcuna esperienza elettiva, consigliere comunale, assessore o Sindaco. Per una semplice ragione: non conosce la materia, non sa quanto sia difficile portare a casa , nel suo collegio elettorale, quello che serve alla gente. Non ha idea di come si scriva un provvedimento, di come si svolga una seduta consigliare e tantomeno ha le capacità  per tessere quei rapporti in grado di risolvere le molteplici e infinite situazioni di bisogno della collettività. Questo non vuol dire che il mio rappresentante debba essere un politico di professione, ma non vi nascondo che non mi fido del principiante, della persona che, in buona fede, si fa guidare da altri, si fa “consigliare” dal suo capo a cui magari deve la sua elezione. Detto questo credo che sia importante conoscere bene il candidato a cui vogliamo dare il nostro voto, sapere cosa ha fatto per noi, cosa ha portato alla nostra comunità e quanto possiamo fidarci di esso o di essa  per avere la nostra fiducia incondizionatamente. Il voto è utile se l’utilità è un bene di tutti e se tutti con il proprio consenso esprimono liberamente il proprio voto con la consapevolezza che non vada perso. Dopo il 10 Febbraio sapremo chi saranno gli eletti del nostro territorio provinciale, il quale ha bisogno di “teste pensanti”  e di persone che lavorino per rilanciare un pezzo di regione economicamente depresso,  con famiglie in grande difficoltà, giovani rassegnati e servizi ridotti al lumicino di candela”   Un concetto che riflette una situazione aderente alla realtà. Verrebbe da chiedere, in tema di eletti al Parlamento tra le fila dei pentastellati,  cosa ha fatto per il territorio il parlamentare eletto in Val Vibrata, tale Antonio Zennaro, di origini venete e andato a nozze con la figlia di un noto costruttore edile di Alba Adriatica.  Oppure l’attuale candidata alla presidenza Sara Marcozzi, la quale fa la replicante a memoria delle dichiarazioni dei leader Di Maio e Di Battista. Ripeto e confermo quanto scritto: non mi fido e non voterei mai chi non ha amministrato nemmeno un condominio, figuriamoci un’assise pubblica. E non credo che il sol fatto di essere un’amministratore di lungo corso sia di per sè una macchia , e quindi sinonimo di affarista, corrotto e delinquente abituale. I casi di inesperti sono pieni nel nostro Bel Paese. Ad iniziare dalla Capitale, dove la Sindaca non ha ancora posto fine alle tante disgrazie che attanagliano una città che dovrebbe essere il biglietto da vista del nostro amato Paese. Nessun pregiudizio verso chi si candida a rappresentarci senza alcuna esperienza alle spalle,  ma neanche verso chi ha cercato, nell’assolvimento del compito istituzionale, di fare il meglio, sia pure tra la burocrazia infinita che frena ogni iniziativa e leggi sempre meno chiare. Io voto chi conosco, e di cui mi fido.

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