“Riaperte 13 Chiese e altre 18 in cantiere” Intervista a Mons. Lorenzo Leuzzi, Vescovo di Teramo-Atri ad un’anno dal suo arrivo

Mons. Lorenzo Leuzzi è nato a Trani, in provincia di Bari e arcidiocesi di Trani, il 25 settembre 1955, dopo gli studi liceali classici, come alunno dello Studio Teologico di Bari, consegue il baccellierato in Teologia (1979), completando poi la formazione al sacerdozio al Pontificio Seminario Romano Maggiore.

Nel 1980 si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Bari e, nel 1983, si specializza in Medicina Legale e delle Assicurazioni presso la medesima università. Consegue la licenza (1982) e il dottorato in Teologia Morale (1985) presso la Pontificia Università Gregoriana e la licenza in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense (1983). È ordinato sacerdote per la diocesi di Roma il 2 giugno 1984 nella cattedrale di Trani dal cardinale Ugo Poletti.

Direttore dell’Ufficio per la Pastorale Universitaria del vicariato di Roma dall’11 maggio 1998, il 1º ottobre 2010 è nominato anche rettore della chiesa di San Gregorio Nazianzeno a Montecitorio e cappellano della Camera dei deputati.  Il  23 novembre 2017 viene  nominato vescovo di Teramo-Atri e  prende possesso della diocesi il 20 gennaio 2018. A poco più di un anno dal suo insediamento alla guida della Diocesi, lo abbiamo incontrato per tracciare un primo bilancio.

Dopo il terremoto e la chiusura di molte chiese, qual’è  la situazione  nella Diocesi Teramo-Atri?

Appena arrivato a Teramo ho  insediato l’ufficio tecnico e riaperto ben 13 Chiese in un anno tra cui la Basilica di Santa Maria Assunta di Atri e sono in cantiere entro fine Gennaio la riapertura di altre 18 chiese nel territorio provinciale. La ricostruzione materiale è importante per la comunità in cui si trovano le chiese, ma quello più conta è la riconquista della fiducia dei cittadini , i quali talvolta sono scoraggiati e fa fatica a ritrovare la voglia di ripartire. La provincia di Teramo è un territorio in cui esistono molte eccellenze, nell’impresa, nell’istruzione e nella società civile. Da qui bisogna trovare il desiderio per ripartire e  a tal proposito in occasione del Natale ho visitato tante aziende e tante comunità.

 Qual è il rapporto ogg i tra la Chiesa e i giovani?

Vedo  e sento  parlando con molti giovani che hanno molta voglia di sapere, specie quelli della fascia di età adolescenziale, registro un abbassamento culturale che è il vero dramma dei giovani. Il rapporto con i social e la rete non crea alcuna vera opportunità per essi e si rifugiano talvolta in essa per colmare un vuoto esistenziale. Tuttavia essi sono molto attenti ai valori ma mancano dei punti di riferimento.

Oltre che girare continuamente nel territorio lei è fautore di molte iniziative, tra cui quella dello sportello lavoro creato in sinergia con la Camera di Commercio, L’Università ed altri Enti, di cosa si tratta?

Il  Centro di Orientamento al lavoro è uno sportello per l’orientamento universitario e lavorativo dedicato ai giovani , un originale percorso di convergenza verso una nuova cultura dell’imprenditorialità . Scuola, università, impresa e mondo giovanile si ritrovano insieme come modello apripista  con un ampio accordo tra la Conferenza Episcopale Italiana e Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro sui temi dell’alternanza scuola-lavoro , dell’orientamento universitario e dell’inserimento lavorativo. Inoltre dal 15 Gennaio è stato inaugurato un corso di base di Teologia  aperto ai laici, con la presenza di S.E. Mons. Giacomo Morandi, Segretario della Congregazione per la  Dottrina della Fede, al quale hanno partecipato in tanti.

Forte delle sue relazioni, è un ponte tra i soggetti della società, un ruolo molto delicato specie in questo momento storico dove la grave crisi economica ha messo fuori dai cancelli molti lavoratori. Qual è il ruolo della Chiesa in un ambito così delicato?

Credo che la Chiesa non può sostituirsi agli organi istituzionali ma può favorire le condizioni affinchè tutti si sentano coinvolti, valorizzati e sostenuti in questo momento in cui ci sono troppe contrapposizioni e qualche pregiudizio di troppo tra le diverse realtà sociali. La Chiesa ha il compito di unire e non dividere è questo è un ruolo fondamentale.

Il Santo Padre parla continuamente di accoglienza, e raccomanda al cristiano di non  girare le spalle a chi chiede aiuto. Qual è la situazione nella nostra Diocesi?

Vedo che c’è un servizio di accoglienza sul territorio molto silenzioso e la Caritas svolge un ruolo fondamentale in questo senso. La via per poter affrontare il problema dell’accoglienza è anche risolvere il problema, con molto volontariato e tante organizzazioni impegnate in questo fronte.

 

 

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