Pescara, al marito di Elisa Girotto, il premio dell’Associazione Allegrino “Si all’uomo”. Una storia che ha commosso il mondo intero

.Alessio Vincenzotto al centro a sx Antonella Allegrino e i volontari dell'associazione davanti al poliambulatorioIn ogni sua testimonianza ricorda lo straordinario coraggio della moglie, stroncata da un male incurabile,  e il valore della prevenzione oncologica. Alessio Vincenzotto, marito di Elisa Girotto, la giovane mamma di Spresiano (Treviso) che prima di morire ha lasciato alla figlia regali fino al 18esimo compleanno, è stato ieri a Pescara per incontrare i volontari dell’associazione “Domenico Allegrino onlus” e visitare il poliambulatorio di via Alento, dove da 11 anni vengono accolte e curate, in forma gratuita,  persone disagiate. “E’ venuto a ritirare il premio ‘Sì all’uomo’ che l’associazione aveva conferito alla memoria di Elisa Girotto nell’aprile scorso – spiega la presidente Antonella Allegrino – Alessio non era stato  presente per motivi personali, ma si era impegnato a ritirare il riconoscimento non appena fosse stato possibile. Ha mantenuto la promessa e, in occasione dell’incontro, ha visitato il poliambulatorio,  apprezzando l’attività che svolge l’associazione per sostenere persone e famiglie disagiate, e ci ha donato, raccontando la sua storia, una significativa testimonianza di coraggio e umanità”.

 

Legato alla moglie da un amore che lui stesso definisce “irripetibile”, provato ancora dal profondo dolore per la sua perdita,  Alessio Girotto ha raccontato con profonda commozione la storia  di Elisa, della forza con cui ha affrontato la terribile diagnosi di tumore al seno triplo negativo arrivata nell’agosto del 2016, subito dopo la nascita di Anna, la bimba che aveva a lungo desiderato. Una malattia che non le ha lasciato scampo: la giovane madre è morta il 28 settembre scorso lasciando un vuoto che lei stessa ha tentato di colmare nella speranza di non essere dimenticata.  “Ho cercato in ogni parte del mondo una cura perché non riuscivo a darmi pace – ha ricordato Alessio – Ovunque mi hanno risposto che non c‘era nulla da fare. Abbiamo provato con la chirurgia e le cure, ma la malattia è stata molto aggressiva e debilitante. Mia moglie non ha avuto neanche la gioia di poter tenere in braccio la figlia perché sentiva troppo dolore. Quando ha saputo che le restavano due mesi di vita, non è esistita più come persona, non ha voluto fare neanche la chemio. Mi ha detto che pensava di avere più tempo, ma che comunque ce l’avremmo fatta a fare tutto. Decidemmo di anticipare il matrimonio, che era in programma a settembre e, all’inizio del mese di agosto, arrivarono a casa una serie di regali, ma non erano per noi. Seppi che li aveva comprati per Anna e che li aveva scelti consultando le amiche che avevano figlie più grandi. Uno per ogni compleanno fino al raggiungimento della maggiore età. Le ha lasciato anche tanti scritti per esserle vicina nei momenti più importanti della vita e ha programmato anche un corso di nuoto: l’ho saputo solo nel marzo scorso quando sono stato contattato dall’insegnante. ”.

Oggi Alessio ha una priorità: far sì che la testimonianza e la sofferenza di Elisa possano salvare altre vite. “Non immaginavo che la nostra storia finisse sui giornali e in tv, non l’ho

 

 

mai desiderato – ha sottolineato – E’ stata una giornalista, che conosceva un’amica di mia moglie a raccontarla e la notizia ha fatto il giro del mondo, generando un caos mediatico che cerco di utilizzare per fare prevenzione. Ho scritto al Ministro della Salute per chiedere che venga abbassata l’età della prima mammografia obbligatoria perché  la malattia colpisce anche le giovani. Sono in contatto con tante ragazze che, purtroppo, stanno combattendo contro il tumore al seno e che avevano conosciuto Elisa attraverso le chat e ne hanno ammirato la forza e il coraggio. Mia moglie ha affrontato la malattia senza mai lasciarsi andare, non ricordo di averla mai vista triste. Può morire la persona, ma l’amore per quello che lei ha fatto non morirà mai. Anna somiglia molto alla mamma, è una bimba allegra, spiritosa, gioiosa parla e mangia tanto come Elisa. Sta per compiere 2 anni, ma sembra più grande della sua età e quando passa davanti alla foto della mamma, la saluta e l’accarezza perché, anche se è stata con lei solo un anno,  le ha lasciato tanti ricordi e tanti insegnamenti”. La  storia di Elisa Girotto ispirerà un film che sarà prodotto dalla Lucky Red di Andrea Occhipinti.

 

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