Dalle prime ore dell’alba i devoti sono arrivati, come ogni anno, anche da lontano, davanti alla porta della Chiesa dello Spirito Santo, conosciuta come la Chiesa di Santa Rita. Si trova nel quartiere di Capo d’Atri,  il cui accesso coincide proprio con la Chiesa dove la Santa di Cascia, da sempre, il 22 maggio, è destinataria di visite da parte di mamme, nonne e giovanissime donne, che in Lei, e nella sua vita, ritrovano la sofferenza della propria condizione di oggi. La vita di ogni mamma, il cui bene per i figli, è senza limite, tanto da dare la propria vita per difendere la loro. La fedeltà della moglie, di una moglie che oggi si trova talvolta a combattere con il dominio della società nella quale la famiglia ha perso quel valore e quella dimensione per cui era consolidata e considerata come “sicurezza”. Hanno lasciato una rosa davanti alla porta della Chiesa, ormai chiusa da alcuni anni, e pur senza poter entrate, la grande devozione e la grande straordinarietà di questo giorno,  hanno trasmesso a chiunque salisse un gradino della scalinata , la sensazione di essere arrivati davanti a Lei. Quella porta chiusa, oggi ci ricorda quando Rita Lotti, poi diventata Santa, chiese di poter entrare nell’Ordine Agostiniano di Cascia, ed ebbe la porta chiusa davanti, perchè vedova. La Santa dell’impossibile è questo. E’ quello che non sembra alla portata di ognuno di noi, fuori dalla nostra capacità, lontano dai nostri limiti. Invece il grande mistero di questa devozione e di questo amore per Lei, ci rende felice anche se la porta della sua Chiesa è chiusa, perchè sappiamo che Santa Rita apre ogni porta e spalanca il suo cuore ad ognuno di noi.

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