Cosa non si fa per un voto? E’ la domanda che ci poniamo in questa campag

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Giammarco Marcone

na elettorale dove stiamo assistendo a cose fuori dal comune e, a dir poco, raccapriccianti.Eravamo abituati alle manifestazioni di grande pubblico in piazza, ad ascoltare comizi, giudicare programmi e candidati. Ora non più, almeno stando a quanto ci risulta da più parti. Il candidato di turno, sia esso uomo o donna, si assurge a ruoli non consoni al proprio status quo, per l’appunto di “aspirante” ad uno scranno in consiglio comunale ammesso che ci vada, e si atteggia ad amministratore senza averne titolo, indicando in uffici pubblici e luoghi non privati, azioni da farsi o da evitare, dispensando consigli e indirizzi di comportamento. Per quanto la campagna elettorale possa far sentire qualcuno protagonista anche senza conoscere il responso delle urna, vero ed unico giudice di ognuno di noi, è del tutto irragionevole e contro il principio della democrazia, prendersi anzitempo incarichi e iniziative non assegnate da nessuno. Sintomo non solo di protagonismo espresso al limite, ma che sottace e reprime una paura di non farcela con gli stessi mezzi degli altri candidati. I quali, è bene dirlo, non avendo uffici e mezzi per poter dare ordini, indicare cosa da fare e persino “garantire” sistemazioni successive, bussano casa per casa tra le famiglie, spiegando loro le ragioni della propria azione.

Ecco perché noi di Atri Civica non solo condanniamo siffatti comportamenti, offensivi anche nei confronti degli elettori, ma ci adoperiamo giorno dopo giorno sempre di più affinché il nostro dialogo con i concittadini di Atri sia sempre all’insegna del rispetto, della chiarezza e della assoluta onestà intellettuale.

Atri Civica è la proposta che vuole essere anche la risposta ai bisogni della città, senza ripicche, inganni e promesse di pura campagna elettorale.

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