Bollette dell’acqua, ecco come scoprire il significato delle “tasse nascoste”
Acquedotto, fognatura, depurazione, quota fissa e oneri di perequazione: dietro il totale da pagare ci sono numerose componenti. Vediamo cosa significano e perché vengono addebitate agli utenti.
Quando arriva la bolletta dell’acqua, molto spesso l’attenzione dell’utente si concentra esclusivamente sull’ultima riga: “Totale da pagare”.
Ma quanto di quella somma corrisponde effettivamente all’acqua che abbiamo consumato?
Osservando una bolletta del servizio idrico si scopre infatti che il conto è formato da numerose componenti: quota fissa, acquedotto, fognatura, depurazione, oneri di perequazione, eventuali altri addebiti e infine IVA.
La quota fissa
È la parte della bolletta che viene richiesta indipendentemente dalla quantità di acqua consumata. Serve a coprire una parte dei costi necessari per garantire e mantenere il servizio idrico.
In sostanza, anche consumando pochissima acqua, questa componente può comunque essere presente.
Acquedotto: l’acqua che arriva nelle nostre case
La voce “Acquedotto” riguarda il servizio necessario per prelevare l’acqua dalla fonte, renderla potabile quando necessario e distribuirla attraverso la rete fino alle abitazioni e alle altre utenze.
È la componente maggiormente collegata al consumo effettivo e viene normalmente calcolata sulla base dei metri cubi utilizzati, con tariffe che possono essere articolate per fasce di consumo.
Fognatura
Non paghiamo soltanto per ricevere l’acqua, ma anche per smaltirla.
La voce “Fognatura” riguarda infatti il servizio attraverso il quale le acque reflue vengono raccolte e convogliate attraverso la rete fognaria.
Per le normali utenze, il relativo costo viene generalmente determinato prendendo come riferimento i metri cubi di acqua consumata.
Depurazione
Una volta raccolte attraverso la rete fognaria, le acque reflue devono essere trattate.
La voce “Depurazione” serve quindi a finanziare il trattamento delle acque negli appositi impianti prima della loro restituzione nell’ambiente.
Anche questa componente viene normalmente rapportata ai consumi.
Cosa sono gli oneri di perequazione?
È probabilmente una delle diciture meno comprensibili per il normale cittadino.
Gli oneri di perequazione sono componenti previste nell’ambito della regolazione del servizio idrico e servono a finanziare determinati costi e meccanismi di interesse generale del sistema.
Si tratta quindi di somme che non rappresentano semplicemente il prezzo dell’acqua uscita dal rubinetto, ma che fanno parte del complessivo sistema tariffario.
Gli “addebiti/accrediti diversi”
Questa è una voce sulla quale è sempre opportuno prestare attenzione.
Può comprendere somme che non appartengono direttamente ai servizi di acquedotto, fognatura e depurazione. A seconda dei casi possono rientrarvi conguagli o altre operazioni, depositi cauzionali, interessi di mora oppure, in senso contrario, eventuali accrediti e indennizzi.
Il dettaglio dovrebbe essere specificato nella bolletta, permettendo all’utente di comprendere esattamente la ragione dell’importo.
E poi arriva l’IVA
Terminato il calcolo delle diverse componenti viene applicata anche l’imposta sul valore aggiunto.
Facciamo un esempio con una bolletta di eruo 111,43 accanto alla quale compare la dicitura “IVA 10% su imponibile di euro 111,43”.
Il risultato finale è un importo complessivo di circa 129,47 euro.
L’acqua è solo una parte della bolletta
La lettura delle diverse componenti consente quindi di comprendere un aspetto importante: la bolletta idrica non rappresenta esclusivamente il costo dell’acqua consumata.
Il cittadino contribuisce al funzionamento dell’intero servizio idrico integrato: approvvigionamento e distribuzione dell’acqua, rete fognaria, depurazione, costi fissi e altre componenti previste dal sistema tariffario.
Ed è proprio per questo che sarebbe auspicabile che le bollette fossero sempre più semplici e trasparenti.
Perché il cittadino non dovrebbe limitarsi a sapere quanto deve pagare, ma dovrebbe poter comprendere immediatamente anche che cosa sta pagando e perché.
Fonte di riferimento: ARERA – Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.
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