Fontanelle, replica delle mamme al Sindaco sulla situazione della scuola d’infanzia
Non si fa attendere la risposta delle mamme della scuola d’infanzia di Fontanelle di Atri dopo la replica del Sindaco Piergiorgio Ferretti al loro appello . In una lettera aperta scrivono ” Gentile Sindaco,
vorremmo fare alcune precisazioni, perché leggendo la Sua risposta si rischia di far passare un messaggio completamente diverso da quello che noi mamme stiamo cercando di rappresentare.
Nessuna di noi sta dicendo semplicemente che “mancano le stanze” o che vogliamo a tutti i costi avere un ambiente in più. Il problema non può essere ridotto al semplice conteggio di “due stanze più l’atrio”, perché non è il numero dei locali a determinare se una scuola dell’infanzia sia realmente adeguata alle esigenze dei bambini.
Bisogna considerare la metratura degli ambienti, il numero dei bambini presenti, la disposizione degli spazi, la possibilità di muoversi e svolgere le normali attività didattiche e, soprattutto, le condizioni in cui quei bambini trascorrono la loro giornata.
E proprio sul tema del caldo crediamo sia necessario essere molto chiari.
Le finestre non possono essere semplicemente tenute aperte come soluzione al problema, perché presentano degli spigoli che si trovano ad altezza dei bambini e, quindi, non possono essere lasciate aperte senza creare una situazione di potenziale pericolo.
Non stiamo parlando, quindi, di una situazione in cui basterebbe “aprire le finestre e far cambiare aria”.
La situazione è stata talmente pesante che già dal mese di marzo le insegnanti hanno ritenuto necessario far togliere ai bambini il grembiule, proprio perché all’interno degli ambienti il caldo era diventato difficile da sopportare.
E arriviamo poi ai climatizzatori portatili: a giugno, con tanti bambini presenti contemporaneamente, questi apparecchi non riuscivano concretamente a rinfrescare gli ambienti. Quindi anche in questo caso non è sufficiente dire “ci sono dei climatizzatori”. La domanda è: sono realmente in grado di garantire condizioni confortevoli e adeguate ai bambini? Da quello che abbiamo vissuto, purtroppo, la risposta è stata no.
Per quanto riguarda poi l’atrio, anche qui vorremmo evitare che venga considerato semplicemente come “una stanza in più”.
L’atrio non è sempre concretamente disponibile per le attività dei bambini della scuola dell’infanzia, perché viene utilizzato anche dagli alunni della scuola primaria. Di fatto può essere utilizzato dai nostri bambini soltanto in determinati momenti, quando i bambini della primaria sono usciti.
E nel pomeriggio, soprattutto nei periodi di caldo, la struttura diventa particolarmente difficile da vivere.
Quindi considerare l’atrio come se fosse una normale aula disponibile per tutta la giornata non restituisce la situazione reale.
E poi, Sindaco, permetteteci anche una considerazione sul gazebo e sui giochi.
Siamo davvero curiosi di vedere finalmente questo gazebo e questi giochi.
Lo diciamo perché da anni sentiamo parlare di giochi acquistati per la scuola, ma questi giochi, concretamente, non li abbiamo mai visti. Per questo, prima di considerarli come una soluzione già disponibile, preferiremmo poterli vedere realmente installati e utilizzabili dai nostri bambini.
È proprio questo il punto che stiamo cercando di far comprendere: non basta contare gli spazi sulla carta, né elencare interventi o attrezzature che ancora non sono concretamente fruibili. Bisogna vedere cosa viene realmente messo a disposizione dei bambini e in quali condizioni.
A questo punto, però, vorremmo anche una risposta concreta sui tempi.
Se ci sono interventi previsti per migliorare la situazione, chiediamo semplicemente di sapere quali interventi verranno effettuati, quando inizieranno i lavori e soprattutto entro quale data saranno effettivamente conclusi e fruibili dai bambini.
Perché dopo anni di promesse e di annunci, crediamo sia arrivato il momento di avere delle date precise, non soltanto di sapere che “verrà fatto”.
Dire quindi “avete due stanze più un atrio” rischia di far sembrare le nostre richieste esagerate, quasi come se noi mamme fossimo insoddisfatte semplicemente perché vorremmo qualcosa in più.
Non è così.
Stiamo parlando di bambini piccoli, che trascorrono a scuola molte ore della loro giornata. È normale e doveroso che i genitori si preoccupino delle condizioni degli ambienti in cui i propri figli trascorrono quelle ore.
Non stiamo chiedendo privilegi, né stiamo pretendendo una struttura diversa per capriccio.
Stiamo chiedendo che venga valutato concretamente se gli spazi attuali siano adeguati, sicuri, vivibili e compatibili con le esigenze di una scuola dell’infanzia, soprattutto nei mesi in cui le temperature aumentano.
Perché il problema non è quanti ambienti risultano sulla carta, ma come quei bambini vivono quegli ambienti ogni giorno.
E riteniamo che le preoccupazioni espresse da noi genitori meritino di essere ascoltate per quello che sono: una richiesta di attenzione al benessere e alla sicurezza dei nostri bambini, non la pretesa di avere “di più” senza una ragione.
Non chiediamo privilegi. Chiediamo semplicemente che ai nostri bambini venga garantito un ambiente scolastico adeguato, dignitoso e realmente vivibile. E chiediamo, questa volta, risposte concrete e tempi certi.
Le mamme della Scuola dell’Infanzia di Fontanelle di Atri.
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