Ndrangheta: narcotraffico dal Sud America arresti anche in Abruzzo

Ndrangheta: narcotraffico dal Sud America arresti anche in Abruzzo

È in corso dalle prime ore di questa mattina una vasta operazione di polizia, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, che vede impegnati oltre 200 carabinieri tra Reggio Calabria e altre località tra cui Catanzaro, Cosenza, Palermo, Catania, Trapani, Caltanissetta, Torino, Milano, Pavia, Pescara e L’Aquila, e che ha portato a 35 arresti in carcere. Le accuse mosse nei confronti degli indagati sono, a vario titolo, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti con l’aggravante mafiosa per aver agito al fine di agevolare la cosca Alvaro di Sinopoli, e altre relative al traffico di stupefacenti, detenzione di armi, tentato sequestro di persona a scopo di estorsione e altri reati, per un totale di 47 capi di imputazione. I particolari dell’operazione sono stati illustrati durante una conferenza stampa convocata questa mattina nella sede del Comando provinciale dei carabinieri a cui hanno partecipato il procuratore capo Giuseppe Borrelli, l’aggiunto Stefano Musolino, il maggiore Luca Ghiselli, il tenente colonnello Carmine Mungiello, il connello Antonio Merola e il tenente colonnello Antonio Bagnato.

Le indagini, delegate ai carabinieri della Sezione operativa della Compagnia di Palmi e al Nucleo Investigativo del Gruppo di Gioia Tauro, si sono sviluppate in due diverse fasi, incentrate sulla ricostruzione delle filiere dei traffici di droga organizzati da un’organizzazione dedita al narcotraffico con base a Sinopoli e Sant’Eufemia. Nella prima fase, dando seguito a un ordine di indagine europeo, gli inquirenti hanno analizzato alcune chat criptate acquisite dalla piattaforma ‘Sky Ecc’, dalle quali è emerso un sistema organizzato finalizzato al traffico di stupefacenti, tra il 2020 e il 2021, orchestrato da un gruppo criminale al cui vertice figurerebbero due persone, all’epoca detenute nella stessa cella, coadiuvate da stretti familiari i quali avrebbero portato avanti le loro attività all’esterno del carcere. Sono state ricostruite numerose operazioni di importazione di droga dal Sud America al porto di Gioia Tauro, alcune consumate e altre, invece, sventate da sequestri delle forze di polizia, con un volume di traffici pari a oltre 300 chili di sostanza stupefacente, principalmente cocaina; le attività investigative hanno interessato anche alcuni portuali impiegati nel porto, che avrebbero operato a disposizione del gruppo criminale per l’esportazione della droga.

La seconda fase delle indagini, svolta con attività tecniche tra l’aprile del 2023 e il luglio del 2024, ha confermato, sulla base di arresti in flagranza e sequestri di stupefacenti, l’operatività della stessa associazione finalizzata al narcotraffico. In tale fase è stata confermata la centralità del ruolo ricoperto dal figlio di uno dei due detenuti, il quale, secondo quanto emerso, si sarebbe avvalso di una fitta rete di sodali per condurre i traffici di droga. È stato, inoltre, riscontrato lo stesso ‘modus operandi’ già rilevato nella prima fase delle investigazioni con l’analisi delle comunicazioni ‘Sky Ecc’, che ha evidenziato il ricorso sistematico ai telefoni criptati per coordinare le attività di narcotraffico, oltre all’impiego di corrieri e staffette per il trasporto dello stupefacente.


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Marino Spada

Direttore Responsabile e Fondatore del Giornale " la Voce del Cerrano"

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