Atri, la magia dei Faugni: quando il fuoco illumina la tradizione. In centinaia al corteo dell’alba
Anche quest’anno, all’alba dell’8 dicembre, dopo una lunga notte tra musica e spettacoli nel centro della città si è rinnovato lo storico rito dei Faugni, una delle tradizioni più antiche e identitarie di Atri capace di coniugare devozione religiosa, memoria popolare e forte richiamo turistico. I faugni, grandi fasci di canne e legna legati con filo di ferro, sono stati portati a spalla da centinaia di persone di ogni età, anche adolescenti, per le vie del centro storico, accompagnati dalle note della Banda Musicale di Casoli di Atri. Dopo l’accensione avvenuta in piazza Duomo in onore dell’Immacolata. Sotto il controllo delle forze dell’ordine e del comitato dei Faugni-Festa dell’Immacolata, la lunga scia del corteo ha attraversato ordinatamente le vie della città Ducale senza incidenti a persone o cose anche grazie ai volontari della Croce Rossa e della Protezione Civile. «È una tradizione che si trasmette in famiglia – racconta Giovanni 42 anni, portatore da oltre vent’anni, tra i primi accorsi nelle prime ore dell’alba ad imbracciare il “suo” faugno ritirato la mattina precedente. Anche i più giovani hanno partecipato attivamente nei giorni che precedono la manifestazione, come ci dice Riccardo, 20 anni, cresciuto all’ombra del padre che lo portava sin da piccolo alla sfilata «preparare il faugno è faticoso, ma quando lo accendi davanti a tutta la città provi un’emozione fortissima». Anche Laura, 30 anni, è tornata da Milano dove lavora dopo gli studi universitari e l’emozione è sempre tanta, ci spiega con un filo di commozione ricordando il papà recentemente scomparso il quale la teneva stretta a sé da piccolissima. Molti i turisti che sono arrivati per la prima volta ad osservare da vicino l’evento di cui avevano sentito parlare dai conoscenti ed amici. Dal vivo è un’altra cosa- dice Loredana di Perugia, ho assistito ad uno scenario di grande impatto visivo, fumo, bagliori e il crepitio del fuoco in una suggestiva e straordinaria piazza dove l’arte si sposa con la tradizione «Ogni anno è come la prima volta – spiega Antonio, 70 anni, il peso del fauno si fa sentire, ma l’emozione supera tutto». (foto Fiorenzo Iezzi)
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