Atri, “aumentano le famiglie in difficoltà che non arrivano a fine mese”.
Riceviamo e pubblichiamo da Mario Marchese, ex sindaco di Atri e coordinatore di Sinistra Indipendente una lettera aperta sulla situazione demografica ed economica finanziaria di Atri. Ricordiamo che questo giornale mette a disposizione spazi autogestiti alle associazioni, forze politiche e cittadini che desiderano inviare articoli e considerazioni al fine di tenere alta l’attenzione sui fatti di maggiore interesse per la collettività. Scriveteci a lavocedelcerrano@gmail.com
Siamo a circa n° 9910 residenti, dati ISTAT 2024 in questa città, che registra un calo ponderale, quasi verticale (a 45° del diagramma, dal 2008 in poi). Se a questo dato aggiungiamo lo stato di povertà dei nuclei famigliari residenti, i disoccupati, i cassa integrati, o quelli che non cercano lavoro, oppure studiano, e stanno altrove, o sono residenti all’estero, la situazione risulta allarmante, stante anche la chiusura di molti Opifici, di partite IVA perse, artigianali e commerciali, il quadro si fa più ancora sconcertante.
Infatti, leggendo i dati comunali, a cui sono riuscito alla bene meglio a rifarmi, è che abbiamo un quadro della povertà acclarata così espressa:
1)- n° 850 nuclei famigliari con n° 4 in media componenti il Nucleo Famigliare, afferenti all’INPS (gestione povertà) per assegni integrativi, gestiti, nella consegna delle card, o nella comunicazione dal Comune di Atri, dai Servizi Sociali.
Totale residenti: 850 x 4, almeno per nucleo= n°3.400 persone residenti che si trovano in questa situazione di estremo bisogno;
Se a questi, aggiungiamo i circa 180 Nuclei famigliari, con almeno due-tre persone componenti, serviti ed aiutati dalla CARITAS locale con ISEE inferiore a E 8000, siamo a :180×3= N° 540 Siamo ad altri 540 residenti che si trovano in estremo bisogno.
N° 3400+510= N° 3910 (Residenti).
Senza contare quelli che non chiedono nulla per dignità e riservatezza, stante una realtà come è Atri di appena 9100 abitanti, individui residenti (piccoli e anziani), che diviso per 3, una media di 3 persone per nucleo famigliare, cioè: N° 9.100 ab. diviso 3, come minimo componenti, avremmo, abbiamo una situazione disastrosa, sono 3.030 nuclei famigliari nei quali si riversano questi stati di bisogno acclarati.
Totale di una popolazione che soffre N° 3400+510= N°3910, quasi 4 mila, la metà circa dei RESIDENTI in Atri, su 9.910 di fatto riferiti dall’ISTAT.
Aggiungeteci quelli in Cassa Integrazione, in liste di disoccupazione speciale ed altro, siamo veramente in uno stato di povertà assoluta la società atriana, dopo 20 anni e prossimi altri 5, del centro destra. Non c’è che dire, un bel traguardo maturato in anni ed anni di gestione.
Se questo numero, aggiungiamo un n° x aventi diritto a buoni spesa, pagamento di bollette, Buoni spesa per Natale ed atro con ISEE al di sotto di 8000 Euro che il Comune concede ogni mese, tramite accertamenti, ci siamo dati uno “spaccato realistico anche se non preciso al millimetro, all’unità, della situazione di Atri, che è veramente allarmante. Non aggiungo, quelli che si vergognano, ripeto, a chiedere a voi qualsiasi contributo, ripeto per dignità o avversione a tale principio, oppure per la loro dignità politica o il ruolo sociale rivestito, non lo fanno, non si inseriscono in questi meccanismi, minimi di tutela, parlo di: giovani, disoccupati, cassaintegrati, in cerca di lavoro e nemmeno iscritti agli uffici di collocamento, anziani senza nessuno etcc. etc.
Questa è la Atri vera, quella che che si è determinato in oltre 20 anni e prossimi 4, 25 anni di gestione della cosa pubblica.
Ripeto con partite IVA perse, chiusure di attività artigianali, commerciali, con OPIFICI chiusi, direi anche importanti, quali la SIB Jezzoni, la Iezzi Cucine, la POMPEA, ed altre realtà posti in c.da Stracca e nei Piani S. Andrea (parliamo di sicuro di oltre 400 posti di lavoro).
A questi dati, vanno aggiunti lo sfacelo determinato nella gestione del “San Liberatore”, che non assume più nessuno, se non passa per l’ASL teramana, per le Coop appaltanti teramane e giuliesi, parlo di OSS, di personale al CUP, di Personale Operaio e di Servizio, senza contare la drastica riduzione di assunzione di Medici locali, di Tecnici o Infermieri, che fino a ieri assorbivano molti giovani atriani che ivi, vi si formavano, che si introducevano nella carriera di Medici, e poi in quelle infermieristiche, o di Tecnico Sanitario, con le Scuole ivi esistenti come per: Infermieri Generici, Infermieri Professionali, Odontotecnici, Tecnici di Laboratorio, Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, OSS, oggi tutti a Teramo, oppure in altre realtà. Non più ad Atri. Aggiungo anche gli, Specializzati, provenienti tutti da fuori, nemmeno uno è di Atri, Operai, addetti ai Servizi-Cucine, ed amministrativi, in gran parte di Atri, oggi, a parte quelli rimasti, gli altri vengono da fuori..assunti non si sa come.
Che dire? Ve la sentite di rivendicare almeno che Operai, amministrativi, personale di Servizio, siano di Atri? Egregio Signor Sindaco, Presidente, Giunta, Consiglieri Comunali, Partiti di Atri, e soprattutto di Maggioranza, ve la sentite di garantire un minimo di ruolo in tutto questo? A voi della maggioranza, poco interessa Atri, la sua dignità storica, la sua storia, le sue eccellenze in crisi, come il S. Liberatore, e questo si vedono dai fatti, dal ruolo assunto in questi oltre 20 anni in Regione, nella Provincia di Teramo, nell’ASL di Teramo, oppure dentro le grandi Associazioni di Categoria e di Commercio a Livello Regionale e Provinciale..
Sorprendetemi per favore in questi anni che vi rimangono, sarei ben lieto di sbagliarmi, ma non ci spero molto.
Mario Marchese
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