Il ricordo di Giuseppe Schiavone, deceduto alcuni giorni fa, nelle parole di Santino Verna
Giuseppe Schiavone, cerimoniere della Concattedrale di Atri, nato nel 1964 da Michele e Anna Adriani, era vissuto con i genitori e la sorella Maria Assunta nel rione S. Domenico, per poi trasferirsi con la famiglia in Largo Cellinese, nella parte meridionale del centro storico.
Chierichetto nella Chiesa di S. Giovanni accanto a Francesco Anello, con il quale ha condiviso la sgargiante attività teatrale, divenne ministrante della Cattedrale, sotto la guida solerte dell’indimenticabile Don Giovanni D’Onofrio. Responsabile dei chierichetti in Duomo, accanto a Carmine Cellinese e Marco Lolli, Giuseppe ha vissuto in prima linea elettrizzanti momenti come la storica visita di S. Giovanni Paolo II la mattina del 30 giugno 1985 e le visite dei Cardinali Loris Capovilla e Corrado Ursi.
Attento a tutti i dettagli, paziente e paterno, Giuseppe contribuì al rinnovamento dei ministranti in Cattedrale, con l’avvento delle chierichette nel 1994, soluzione timidamente avviata in Abruzzo dai Benedettini di Casalbordino. Da Giuseppe sono stati formati gli attuali cerimonieri della Cattedrale, Carlo Collevecchio, impegnato anche nel Santuario Diocesano di S. Rita e nella Parrocchia di S. Margherita di Atri, Gian Piero Di Nardo Di Maio e Mario Ferretti.
Giuseppe ha collaborato a “Radio Atri Uno” e ha vissuto attivamente la politica, prima nella DC e poi, nel PD, dove fu recentemente candidato alla carica di consigliere comunale. Ha coinvolto ragazzi e giovani nell’esperienza politica, rendendo interessante un’attività che ai millennial sembra noiosa. Ispirato alla dottrina sociale della Chiesa, Giuseppe aveva come riferimento De Gasperi, Dossetti, La Pira e Moro.
Il lavoro lo portò ad Asti, ma con il cuore rimase sempre nella città dei calanchi. Quando poteva prestava servizio in Cattedrale, lavorando con efficacia e dedizione. I cittadini di Atri gli hanno dato l’estremo saluto nella gremitissima Cattedrale, nel caldo pomeriggio del 25 agosto. Ricordiamo Giuseppe sempre con grande affetto, come un profondo e autentico atriano.
SANTINO VERNA.
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