Deposito della TUA di Atri , tornano a protestare gli abitanti della zona

Deposito della TUA di Atri , tornano a protestare gli abitanti della zona

Torna di grande attualità l’irrisolta e annosa   questione del deposito della Tua, l’azienda del Traporto Unico Abruzzese, la cui sede si trova in via di Colle Maralto, adiacente  il cimitero  di Atri, e nel quale vivono  molte famiglie  che a suo tempo  imbastirono una battaglia legale e amministrativa  contro l’azienda del trasporto pubblico. Il comitato cittadino, anche dopo la scomparsa di uno dei primi promotori dell’iniziativa, Francesco Anello, non ha mai smesso di sollecitare le Istituzioni locali e regionali per il definitivo trasferimento della rimessa dei mezzi pesanti in altro luogo anche alla luce delle molteplici attività di rilevazione dell’inquinamento ambientale e del pericolo che comporta per pedoni e autoveicoli. Già allora la vicenda assunse un profilo non solo amministrativo ma anche penale con denunce alla Procura della Repubblica di Teramo che dispose accertamenti approfonditi. La magistratura dispose l’intervento dell’Arta, l’agenzia regionale che si occupa della tutela dell’ambiente, la quale, dopo alcuni rilievi in loco aveva dichiarato che dalle indagini e rilevamenti effettuati risultava “un rumore differenziale diurno superiore ai limiti di Legge”.  Quanto basta, scriveva l’avvocato Mantini– a tutela degli istanti- per configurare il reato di inquinamento ambientale previsto dall’art. 452 bis del Codice Penale.  Non solo-affermava il legale – nella fattispecie si ravvisa anche quanto previsto dall’art. 659 del codice penale, ovvero il “disturbo delle occupazioni e del riposo altrui”.  Nel resoconto delle attività svolte dall’Arta si leggeva  che  “ dalle misurazioni effettuate per il periodo diurno i limiti registrati sono superiori al  limite di 5 db , e pertanto risulta che i limiti di legge sono stati superati”  Correva l’anno 2019  e solo qualche mese prima era accaduto un tragico incidente mortale nel sito del ricovero dei bus dove una donna anziana era stata investita da un mezzo della Tua mentre faceva manovra. Oggi, afferma Piero Cosanni, tra i fondatori del comitato cittadino, siamo al paradosso perché “ nella zona industriale di Piane Sant’Andrea il comune ha predisposto, di concerto con l’azienda del trasporto pubblico, la rimessa dei pullman con tanto di insegna e stalli, ma i mezzi sono ancora qui”. Della faccenda si è interessato anche il commissario prefettizio che aveva dato assicurazione del suo intervento per il trasferimento dei bus ma, allo stato nulla è cambiato. Sono oltre sedici i mezzi parcheggiati nella via adiacente l’autorimessa e i disagi, oltre che il pericolo, resta all’ordine del giorno. Da quanto si apprese in una nota sindacale degli autisti e dipendenti della Tua, la condizione necessaria per il definitivo trasferimento nella nuova sede, era che venisse messa a loro disposizione un mezzo da parte dell’azienda per raggiungere il centro cittadino. Situazione di stallo dunque alla quale il sindaco Ferretti dovrà mettere mano una volta per tutte, come chiedono a voce alta, gli abitanti della zona e i pedoni che si recano nel cimitero cittadino.


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Marino Spada

Direttore Responsabile e Fondatore del Giornale " la Voce del Cerrano"

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