Atri, calo demografico e aumento della popolazione anziana, serve una proposta seria per invertire la rotta
Secondo una recente indagine demografica pubblicata da Openpolis con focus sui comuni abruzzesi a rischio spopolamento nei prossimi anni, nella città di Atri per i prossimi vent’anni è previsto un calo demografico considerevole tanto da arrivare a poco più di ottomila anime residenti di cui una buona fetta con oltre ottant’anni di età. Una fotografia raccapricciante che si aggiunge a quanto già avvenuto negli ultimi dieci anni dove si è passati da oltre undicimila abitanti a poco più di diecimila nel 2022 (-9,4%) con una sempre più crescente denatalità e il conseguente aumento della popolazione anziana (+26,91) rispetto al 2022. L’obiettivo dei quindicimila abitanti proposto a più riprese nelle scorse consultazioni sia da una parte che dall’altra, rappresenta solo uno spot elettorale di improbabile attuazione stando ai dati ufficiali. I vegliardi sono un’opportunità per molte comunità ma serve, anche per questa categoria di persone, un approccio diverso da parte dell’amministrazione comunale e di chi riveste un ruolo istituzionale. Al pari dei giovani, il cui presente, prima ancora che il futuro, è non solo incerto e pieno di ostacoli, ma li vede fuori da qualsiasi politica tesa alla valorizzazione e alla ottimizzazione delle conoscenze professionali e scolastiche acquisite nel tempo. Poiché siamo in piena campagna elettorale per il rinnovo dell’Assemblea cittadina, sarebbe opportuno che nei programmi dei due candidati alla carica di sindaco, di cui ancora non abbiamo udito una parola, ci fosse spazio per questi annosi problemi. È facilmente prevedibile che una città che ha sempre meno abitanti avrà meno risorse economiche a disposizione, così come è del tutto chiaro che meno residenti equivale a meno reddito e dunque a meno introiti per le attività commerciali del luogo, molte delle quali già in sofferenza per via della crescita esponenziale prima dei centri commerciali e durante la pandemia del commercio on-line. Per non parlare della conseguente perdita di molti uffici di cui Atri è stata da sempre punto di riferimento dell’intero comprensorio. I temi all’ordine del giorno sarebbero moltissimi ma basterebbe un programma serio e conciso, con proposte realizzabili e non solo elettoralmente utili, per chiarire con esattezza cosa si vuole fare per invertire la rotta. Per conquistare il voto e la volontà di andare alle urna da parte dei cittadini, serve chiarezza, concretezza e fattibilità delle proposte che si andranno a illustrare. Chiunque andrà ad amministrare per i prossimi cinque anni la città Ducale avrà una responsabilità immane e un fardello di problemi la cui soluzione sarà di rilevanza storica, pena un lento ed inevitabile decadimento per l’intero territorio.
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