San Liberatore, l’azienda sanitaria autorizza manifesti pubblicitari e video all’ingresso dell’Ospedale per fare cassa
Da quando la Sanità è diventata un’azienda, con l’istituzione delle ASL, il business è al primo posto. E così è caduto anche l’ultimo tabù della pubblicità nei luoghi di cura, una volta zona franca di ogni genere di comunicazione finalizzata a promuovere attività commerciali. Per rendersene conto è sufficiente recarsi al San Liberatore di Atri dove, come in altri nosocomi della provincia o forese della regione, da alcuni mesi campeggiano nei corridoi e nei punti di grande passaggio degli utenti, video e foto con pubblicità, al pari di un centro commerciale. La cosa di per sè non è certamente un male ma si impone una riflessione sulla esigenza di fare cassa a tutti i costi da parte dell’azienda sanitaria che, nonostante tutto, ticket compresi, non riesce mai ad uscire dai bilanci in profondo rosso. Una voce di spesa che pesa sempre di più nelle casse dello Stato e delle regioni come un macigno e il cui servizio reso al pubblico non è sempre all’latezza delle aspettative.
Scopri di più da la Voce del Cerrano
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

