Fondazione Tercas, nominata Antonella Scarponcini Fornaro al posto di Cristina Martella che lascia dopo due mandati
Si aggiunge un’altra donna all’interno degli organi della Fondazione Tercas, ed è di Atri. Dopo la vice presidenza andata a Martina Di Musciano, tocca ad Antonella Scarponcini Fornaro, trentaduenne, una laurea in architettura, designata nel Consiglio di indirizzo di Palazzo Melatino al posto della uscente consigliera Cristina Martella, anch’essa della città Ducale che arriva a fine mandato. La Scarponcini entrerà ufficialmente nel mese di gennaio 2024 nel Consiglio a seguito della sua nomina fatta dall’Ente su una terna di nomi proposta dal sindaco di Atri e che ha superato il vaglio della Fondazione approvando il suo curricula. La Scarponcini dopo aver conseguito la laurea in Architettura, a 25 anni, presso l’Università degli Studi G. D’Annunzio di Pescara – con la tesi di laurea “Il Restauro di un palinsesto-il Palazzo Cardinale Cicada di Atri” relatrice la professoressa Lucia Serafini, correlatore prof. Claudio Varagnoli – ha collaborato per circa tre anni con uno studio professionale della provincia di Teramo. Principalmente si è occupata della gestione di commesse: dalla progettazio all’assistenza alla direzione lavori. Attualmente svolge la libera professione nella sua città, dove si occupa di ristrutturazioni e di restauro. In una nota la vice presidente della Fondazione Tercas Martina Di Musciano ha dichiarato “ sono certa che il consiglio di indirizzo della Fondazione si arricchirà della visione e della sensibilità di una giovane atriana che ha già saputo farsi largamente apprezzare per tutto il suo valore professionale. Antonella subentra a Cristina Martella che nel consiglio di indirizzo, per dieci anni, in due mandati consecutivi non più rinnovabili per previsioni statuarie, ha svolto il suo incarico con grande passione, garantendo equilibrio e saggezza nelle scelte che ha compiuto non dimenticando mai di riaffermare e promuovere i valori del territorio in cui vive e lavora. Come sempre ha fatto ogni atriano- che in questi trent’anni ha ricoperto un ruolo negli organi della Fondazione, ha sottolineato la Di Musciano.
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