Cognomi atriani, al primo posto i Ferretti seguiti dai Pavone e Martella. Nell’elenco anche molti illustri cittadini

Cognomi atriani, al primo posto i Ferretti seguiti dai  Pavone  e Martella. Nell’elenco anche molti illustri cittadini

Paese che vai cognome che trovi. Se a Milano il noto  Brambilla ha lasciato il posto ai cinesi, con Hu, tanto da perdere il primato del cognome meneghino  per eccellenza, ad Atri, anche con l’avvento di qualche immigrato e integrato perfettamente nel tessuto sociale locale, la tradizione resiste. Con le debite proporzioni per carità, ma è sintomatico di come nelle piccole e medie comunità si conserva con maggiore attenzione quello che abbiamo ricevuto in eredità, cucina e tradizioni comprese.  Dicevamo dunque del casato delle famiglie e di quelle che hanno delle affinità anche se non legate da rapporti strettamente parentali. Ad esempio nella città Ducale troviamo al  primo posto il cognome Ferretti, come quello del sindaco, che conta ben 242 omonimi, anche non legati da alcuna parentela.   Al secondo posto c’è  Pavone, con 212 casati e Martella con ben 145, seguiti da Di Febbo, 142, e Pallini con 130 .  Il primato dei Ferretti conferma una tendenza che si consolida da molti anni e registra anche personaggi di oggi e di ieri impegnati nell’amministrazione della macchina amministrativa e giudiziaria. A cominciare da Gabriele Ferretti, già Procuratore della Repubblica di Teramo e in passato magistrato giudicante in Emilia Romagna, per continuare con l’ex vice presidente della Provincia di Teramo Barbara Ferretti e l’attuale primo cittadino di Atri, Piergiorgio Ferretti. Anche tra i Pavone non mancano personaggi che si sono messi in evidenza nei settori più disparati nella città dei duchi Acquaviva, come ad esempio la consorte del fondatore del Pan Ducale, la signora Maria Rosaria Pavone, custode della ricetta che ha reso famoso nel mondo il dolce di Atri. Ma i Pavone sono anche nell’arte, come il defunto maestro pittore Antonio, conosciuto e apprezzato non solo in regione. Tra i Martella il più noto è stato sicuramente il partigiano Francesco, al quale è intitolata l’omonima piazza nel centro storico cittadino  in cui è situata la statua eretta dallo scultore atriano Ireneo Janni. I Martella sono stati impegnati anche  nell’artigianato e nel commercio della città di Atri  e anche tra loro registriamo un amministratore e politico di spessore come Domenico Martella, conosciuto come “Ciacarest”, socialista della prima ora, più volte assessore e vice sindaco.  Di lui conservo un ricordo di un uomo politicamente onesto, di grande lungimiranza e di sostanza. Non amava il linguaggio del politichese e andava dritto al problema.  I Di Febbo sono 142 come ricordavamo in apertura e sono impegnati nel campo dei servizi e in passato  nell’attività politica, come l’ex consigliere Giovanni.  Tra i Pallini, storici sarti della città, di cui alcuni di grande spessore tanto da cucire abiti per importanti famiglie, come si legge nelle pagine del Gazzettino Atriano dell’epoca, c’è anche il sacerdote Don Paolo, in passato alla guida della Parrocchia di San Gabriele, dove realizzò l’imponente struttura dell’oratorio e il Centro Pastorale, luogo di grande aggregazione per giovani e famiglie. Tra i fondatori della rivista e giornale on line, indialogo, Don Paolo è tra i più amati  e storici sacerdoti della città. Attualmente  è il responsabile della parrocchia di Santa Chiara con annesso monastero omonimo. Restando nell’ambito dei Pallini, non possiamo non ricordare la figura del  Dottor Gaetano Pallini,  medico del San Liberatore  impegnato per molti anni in prima linea nel pronto soccorso e tra i fondatori del servizio emergenza/urgenza del 118.  Meno numerosi ma non per questo meno importanti, sono i Colleluori, tra cui il dottor Luigi, medico farmacista della storica e centrale farmacia Apicella, insieme al fratello Massimo, nonché i tipografi della frazione di Casoli, oltre ai numerosi liberi professionisti ed imprenditori  che arrivano a quota  107.  Da sempre impegnati nel commercio e nell’impresa le famiglie Iezzi, tra cui Pietro, grande imprenditore di cucine e molti titolari di attività commerciali, bar e grande distribuzione. C’è anche un ex vigile urbano con lo stesso cognome, Giuseppe Iezzi, noto come Peppino la guardia, con il quale salgono a 97 i residenti nel comune.  Numero condiviso con un’altra consistente famiglia,  i Marcone,  tra questi ricordiamo  il maestro Glauco, il preside e già sindaco Emilio,  il consigliere comunale Giammarco, mentre i  Centorame ne contano 93 di  omonimi, tra cui Mimma, assessore alla Cultura del Comune di Atri, il noto titolare della cartoleria Vincenzo recentemente scomparso  ed altri imprenditori. Sono 82 i Cantarini e i Prosperi che risultano avere un recapito ad Atri e tra questi,  l’avvocato Roberto, già presidente dell’Ente Ricciconti, ora in Consiglio di Amministrazione della Fondazione Tercas, Filippo, attore e sceneggiatore, Alfonso, medico e consigliere comunale e molti altri professionisti. La famiglia Mattucci, il cui esponente più noto per via dell’impegno politico è Emilio, già Presidente della Regione Abruzzo e Sindaco di Atri, ne conta 79 di omonimi in città, anche senza alcun legame di parentela, come quella dell’ex Presidente dell’Ospedale San Liberatore di Atri, l’Avv. Saverio Mattucci.   Molti altri casati, se pur di minore entità numericamente parlando, hanno contribuito alla crescita dell’economia e della cultura della città oltre a rivestire nel tempo anche ruoli di responsabilità pubbliche e private. Con l’attuale  crisi delle nascite che riguarda tutto il Paese l’auspicio  è che almeno nei piccoli  centri resti ancora la tradizione familiare che si rinnova e si tramanda conservando, ora anche con l’aggiunta del cognome materno, le radici del casato legate al territorio.

Lavocedelcerrano

Direttore Responsabile e Fondatore del Giornale " la Voce del Cerrano"

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