Atri, il Comune escluso dal bando nazionale Sport e periferie. La denuncia di “Atri in Azione”

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L’esclusione del Comune di Atri dal bando nazionale Sport e periferie  provoca l’immediata reazione delle forze politiche in città tra cui Atri in Azione che scrive:” quanto emerso dalla graduatoria pubblicata sul sito del  Dipartimento dello Sport dove il Comune di Atri non ha ottenuto un centesimo di finanziamento dal Bando Governativo “Sport e Periferie”

Un vero fallimento da parte dell’Amministrazione Comunale dove aveva partecipato presentando un progetto per lo Stadio Comunale Eusebio Pavone.

Perché questo insuccesso?

Dalla graduatoria del Dipartimento, si apprende che il progetto presentato dal Comune di Atri è stato escluso a seguito dell’istruttoria tecnico/amministrativa che ha riscontrato la violazione del paragrafo 6, lettera D (verifica preventiva e validazione del livello di progettazione presentato, ai sensi dell’articolo 26 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50) e del paragrafo 8, lettera G del Bando (pervenute prive della documentazione e delle dichiarazioni indicate al paragrafo 6).

Quello che ci sconcerta è il totale silenzio da parte dell’Amministrazione su questa notizia e di cui tutta la cittadinanza ne doveva essere portata a conoscenza.

Sindaco Ferretti e Assessore allo Sport Macera, chi è il vero responsabile di questa disfatta? Chi è che nel presentare il progetto e la documentazione necessaria ha commesso queste violazioni riuscendo nell’impresa di non entrare nemmeno in graduatoria?

I cittadini di ATRI hanno il diritto di sapere chi è stato l’artefice di questa imperdonabile disfatta e del perché non si è stati capaci di intercettare fondi che sarebbero stati molto utili  per ristrutturare lo stadio per eccellenza della nostra Città,  lo Stadio Eusebio Pavone.

Sindaco Ferretti, è giunta l’ora di prendere delle decisioni forti verso chi ha commesso questo atto gravissimo. Non è più possibile far passare qualsiasi leggerezza come se nulla fosse mai accaduto perché, per queste negligenze, a pagarne le conseguenze sarà sempre l’intera collettività.

Basta, tutto questo non è più tollerabile.

 

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