Atri, critiche dalle forze dei Civici al Sindaco sulla grave situazione dell’ex seminario

Puntualmente, quando all’orizzonte si intravede la stagione estiva, specie adesso in cui la voglia di libertà, frenata per molto tempo dai vincoli sanitari e dai vari decreti notturni, trova sfogo nelle gite fuori porta, rispunta il nodo atavico e mai risolo dell’ex palazzo del seminario, la cui situazione è a dir poco offensiva per il contesto architettonico e artistico in cui si trova. Come denunciano i tre movimenti civici della città Ducale, Azione, Rinascimento Atriano e Abruzzo Civico, la cui nota congiunta ricorda come “da oltre 10 anni il Palazzo del Seminario, nella splendida e centralissima Piazza del Duomo di Atri, è imprigionato da un orribile ponteggio a cospetto della Basilica Cattedrale. La condizione di grave incuria e degrado dell’ambiente circostante -di altissimo pregio storico, culturale e monumentale-  oltre che il rilevante  pregiudizio al decoro ed alla vivibilità urbana sono sotto gli occhi di tutti spiegano i coordinatori, Paolo Basilico, Michele Capanna Piscè e Giammarco Marcone. E’ ora di definire la faccenda con il sostantivo più appropriato : uno schifo! Affermano laconicamente i tre, i quali aggiungono>> altro che turismo culturale !a ltro che Città d’Arte !>>

Le sollecitazioni al riguardo degli scriventi e delle Associazioni Ambientalistiche non hanno avuto esito, se non fosse per il reiterare periodico dei vacui, soliti proclami del Sindaco di Atri che annunciano e spostano di volta in volta i lavori di ripristino continua la nota, affermando che è arrivato il momento di dire<< basta chiacchiere e basta palloni << I movimenti civici, facendo eco alle richieste dei cittadini sottolineano la domanda che in molti tra i residenti si pongono: ma a quale proprietario di immobile, nella condizione data, sarebbe stato consentito il far perdurare una situazione di questo  genere ? Risposta: a nessuno, perché sarebbe stato destinatario, da tempo e previa diffida, di una sacrosanta ordinanza contingibile ed urgente di riduzione in pristino in base al Testo Unico degli Enti Locali che, all’art. 50, affida al Sindaco questo strumento anche per porre fine “a situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell’ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana”.

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