Atri, atti vandalici e scritte oscene nel Palazzo Cardinale Cicada

Nulla sarà come prima” ci hanno detto ripetutamente in televisione gli scienziati quando è scoppiata la pandemia, lo scorso anno. Salvo, aggiungiamo noi, i cretini , che saranno sempre più di prima. Infatti, nemmeno la grave emergenza sanitaria in atto, è riuscita a frenare la massa degli imbecilli e vandali che di notte, nonostante sia in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 6 del mattino, ha distrutto il portone d’ingresso del vano caldaie posto al seminterrato esterno del palazzo Cardinale Cicada di Atri. L’edificio, sede d’istruzione dell’istituto comprensivo A. Zoli, insiste su un’ampia area posta nella via che porta il nome dell’illustre prelato e il cui luogo dell’azione vandalica si trova nella parte posteriore del fabbricato a ridosso del teatro romano, quest’ultimo divenuto una discarica a cielo aperto. Incuranti delle regole che vietano la permanenza all’esterno della propria abitazione dopo l’ora in cui scatta la normativa stabilita dalla Presidenza del Consiglio, ignoti hanno divelto il vetro della porta del vano caldaie e, una volta dentro, si sono cimentati nel dipingere atti e scritte oscene come segno di frustrazione. Ovviamente non è da escludere che coloro che si sono resi responsabili di tale azione non abbiano utilizzato il locale, al riparo da sguardi indiscreti e controlli delle forze dell’ordine, anche per altri scopi, come l’utilizzo di sostanze stupefacenti. Al riguardo, atteso che il comune Ducale ha appena installato nuove telecamere in città, anche in luoghi prima sprovvisti, ci chiediamo come mai non ne vengano installate anche in questo edificio, specie nel tratto pedonale che riguarda l’esterno della scuola. Sarebbe interessante poter riprendere gli artefici di tale comportamento e avere un nome e cognome di coloro che violano le norme anti-covid e quelle della convivenza civile. Almeno per un fatto di principio, visto che i soldi che saranno spesi per rimettere a posto il locale, verranno  prelevati dalle casse comunali, dove confluiscono i denari dei contribuenti, i quali, avrebbero diritto di vedersi risarciti, per mezzo del Comune, parte offesa,  da chi ha commesso tale gesto.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: