Atri, l’ultimo saluto della città a Francesco Anello nel Teatro Comunale

“Ci voleva Francesco per riaprire il teatro” sussurra qualcuno fuori dallo stabile  che rappresenta la culla della cultura per la città Ducale. La sua morte ha fatto riaprire un luogo caro a lui e a quanti oggi gli sono vicini, con le lacrime che scivolano dietro gli occhiali da sole e si celano nella bocca coperta dalla mascherina, la cui presenza sul viso dei tanti amici e conoscenti, ci ricorda che siamo ancora in piena pandemia. Sulle bacheche del Comunale sono apposte alcune locandine che rievocano solo una parte della lunga produzione artistica di Francesco Anello, sia come attore che in qualità di regista. Una di esse, “ la Passione di Cristo” realizzata nel 2017 è d grande attualità vista l’imminenza della settimana santa che precede la Pasqua, il cui significato per i cristiani è la festa del passaggio dalla morte alla vita di Gesù Cristo. Quel passaggio che Francesco ha immaginato e realizzato nella sua vita terrena attraverso quella cornice che oggi l’ha visto al centro della scena, all’interno di quel teatro nel quale non vedeva l’ora di tornare e per il quale stava progettando, con pochi intimi, un nuovo spettacolo per il mese di Settembre. “Francesco aveva una gran voglia che si riaccendessero le luci e si rialzasse il sipario del teatro comunale” ci confessa, tra le lacrime, uno dei più cari collaboratori di tante rappresentazioni. Sono arrivati in tanti, nonostante il giorno feriale, a dare l’ultimo saluto alla salma, posta all’interno del Teatro, la cui apertura è avvenuta alle nove con una grande e ordinata partecipazione di gente comune, colleghi dello spettacolo e amici d’infanzia, come Lorena, una delle ex alunne di scuola elementare che ricorda come “ ogni anno, insieme alla maestra Mocciola, da poco scomparsa, ci ritrovavamo in un ristorante con gli ex compagni di banco e Francesco dava il meglio di sé, con l’ironia della battuta sempre pronta e la fantasia, frutto della genialità artistica innata, con la quale creava e improvvisava al momento personaggi irresistibili”.  Al cordoglio del sindaco di Atri, Piergiorgio Ferretti, il quale ha espresso parole di stima e riconoscenza per il grande impegno profuso da Francesco Anello nella divulgazione del patrimonio artistico della comunità, si è unito quello dell’assessore alla cultura Mimma Centorame, la quale, dopo aver salutato i familiari del defunto, ha dichiarato “che pur non conoscendolo personalmente, la grande testimonianza umana e l’ampia partecipazione della città alle esequie, rappresentano un’attestazione di grande stima professionale e personale verso chi ha fatto molto per gli altri, attraverso la cultura espressa con impegno, devozione e attenzione verso i giovani per i quali Francesco era un punto di riferimento”.  Alle undici in punto  il feretro è stato trasportato all’interno della vicina chiesa della Cattedrale dell’Assunta dove si è svolta la messa officiata dal parroco Don Giuseppe Bonomo unitamente a Don Paolo Pallini e a Don Lorenzo, già titolare della parrocchia di Villa Bozza, luogo in cui Francesco aveva animato in passato  il venerdì santo in più occasioni con la  rappresentazione della Passione di Gesù. La cerimonia è stata accompagnata dalle voci della Corale G. D’Onofrio, i cui canti hanno abbracciato idealmente l’ultimo viaggio verso il cimitero, sito nel quartiere di San Domenico, alle spalle della sua abitazione. Un ritorno a casa.

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