Discarica, “congelato” l’ampliamento della volumetria dagli uffici regionali

“Nasceranno sempre fiori sul cemento e sulla discarica di Santa Lucia di Atri” Con questo messaggio di speranza e un filo di soddisfazione, l’Osservatorio Atriano annuncia il congelamento  del ricorso del nuovo Commissario straordinario del Consorzio Piomba Fino, Dario Ciamponi, nominato dal Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio lo scorso 9 Dicembre 2020 in sostituzione dell’architetto Laura D’Alessandro. Nella nota diffusa dai componenti dell’osservatorio si legge che, a seguito della riunione del Comitato di Coordinamento Regionale per la valutazione dell’impatto ambientale, con decreto del 4 Marzo scorso  “rimane confermato quanto  già deciso dal CCR Via della regione Abruzzo il 14 gennaio scorso , cioè la richiesta da parte degli uffici regionali di  una valutazione dell’impatto ambientale e contestuale  delega al Genio Civile Teramo per  la valutazione della stabilità dei particolari terreni calanchini ove insiste la discarica”.  In sostanza, il neo responsabile del Consorzio, avrebbe voluto incrementare la volumetria della discarica del 15%, per il conferimento dei rifiuti ,  in linea con quanto previsto, ma senza passaggi intermedi, a quanto ci è dato sapere dall’osservatorio. Il Comitato Difesa Ambiente Santa Lucia e l’ Osservatorio Atriano sono stati ascoltati i recentemente  da remoto dagli organi tecnici regionali e, in quell’occasione,  hanno sollevato  parecchie criticità sull’eventuale ampliamento della volumetria.  E’ fuori dalla grazia di Dio , caricarvi ulteriori rifiuti sulle pareti calanchine- dicono dall’Osservatorio-  e ha senso altissimo invece ridare vita  a quel territorio martoriato e finalmente iniziare un recupero ambientale, un’ opera di ecologia di ricostruzione del territorio con impianto di vegetazione tipica(ginestra, alloro e altri ) e biomonitoraggio del sorvolo delle (api) . Non mancano sentimenti di delusione da parte degli abitanti della zona in cui si trova la discarica, i quali non nascondono che, dal primo momento, dopo la cacciata della D’Alessandro, speravano di riporre maggiore fiducia nel nuovo dirigente a capo del Consorzio, il quale, secondo alcuni, perseguirebbe solo un fine economico a danno della salute della popolazione del territorio, già fortemente provato per l’impianto dei rifiuti.

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