Atri, la città saluta Nicola Parente, attore e gentiluomo del teatro dialettale

Una maschera naturale, stampata sul suo volto anche quando non calcava la scena del teatro, dove era arrivato quasi per caso in occasione di una rappresentazione dialettale. Gli occhi del regista, Carlo Verdecchia, si posarono subito su quell’uomo, di corporatura media, la cui altezza era modesta ma la cui mimica nella gestualità e nella dinamicità facevano per il caso richiesto. Non ci pensò due volte a ingaggiarlo nel sodalizio amatoriale della Compagnia Teatrale il suo fondatore e regista, Verdecchia, raccogliendo da subito il riconoscimento del pubblico che riempiva le piazze e i teatri anche fuori Abruzzo. Astista poliedrico era stato al lungo anche tra le fila del Coro A. Di Jorio della città Ducale e il Maestro Concezio Leonzi lo ha voluto salutare con queste parole: “grazie Nicola per il tuo insegnamento, ti sei messo sempre a disposizione dei nuovi coristi come un padre che accoglie un nuovo figlioNicola Parente è uscito di scena all’improvviso, cogliendo di sorpresa tutta la comunità atriana e teatrale abruzzese, suscitando clamore e sgomento. Nella pagina social della compagnia, i colleghi e il regista hanno scritto : “questa volta hai deciso di andare via veramente e per sempre. Amico di una vita, di tanti sacrifici, ma anche di molte soddisfazioni”  Si perché da qualche anno  Nicola si era ritirato dal palco e non aveva smesso di essere ancora un attore fuori dalla scena: simpatico, sorridente e sempre con la battuta pronta. In occasione del suo addio dalla Compagnia, gli era stato conferito un riconoscimento per i quarant’anni  di teatro  amatoriale, consegnato dalla Federazione Italiana Teatro Dialettale .  Un premio alla carriera per Nicola Parente, il quale aveva interpretato i più disparati personaggi, dal pensionato al nonno, con la semplicità dei suoi modi  di  fare  e la padronanza della mimica. Nel suo ultimo spettacolo, Nicola aveva ricordare sua figlia, morta prematuramente, alla quale aveva dedicato il riconoscimento, aggiungendo che ”grazie a lei, alla sua insistenza, aveva continuato per molti lunghi anni, anche quando non se la sentiva più per i molti impegni che la compagnia richiedeva sia per le prove che per le rappresentazioni . Un viaggio tutto d’un fiato per Nicola, sul quale è  sceso il sipario  ma non l’amore per una passione che resta nella testa e nel cuore del personaggio e delle sue interpretazioni, immortalate  come in una foto, negli occhi di chi lo ha visto recitare e grazie al quale con il proprio sorriso ha acceso, sia pure per un attimo, la voglia di vivere: quella che era nel suo vivere quotidiano.

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